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Esplorazioni 2.0

di Daniela Liucci


Flickr_CC_Lasse_C.jpgEmozioni in valigia

"Quando sei giù e hai dei problemi, e hai bisogno di una mano e niente, proprio niente va per il verso giusto, chiudi gli occhi, pensa a me e sarò lì subito, per illuminare anche la più oscura delle notti". James Taylor e Carole King, fatevi più in là. La vostra offerta di amichevole aiuto ha un affascinante concorrente, meno intonato – certo – ma dall'intervento sicuramente più rapido. E dall'impatto visuale decisamente più catartico. Problemi, dolori, malumori, afflizioni, vengono chiusi in valigia e spediti a fare un lungo viaggio in mete esotiche. Al loro posto qualcuno spedisce al mittente una canzone. Lo garantisce la web developer newyorkese Robyn Overstreet, ideatrice di Emotional Bag Check, spazio web dedicato all'abbandono dei propri bagagli emozionali. Li si riempie, li si chiude, li si manda al check-in e li si lascia in un grande contenitore-bacheca. Qualcuno in qualsiasi altra parte del mondo, pardon del web, ne sceglie uno e al sofferente proprietario invia una canzone di "sollievo": semplice, divertente ed efficace, strapperà più di un sorriso. emotionalbagcheck.com

 

 

It's Gala time!

Il nome, reale e per nulla artistico, la dice tutta. Gala Darling, ventisettenne neozelandese trapiantata negli Stati Uniti d'America, non poteva non essere una celebrità. Di quelle che non hanno nessun talento particolare, se non quello di trasformare se stessa in un brand di rilievo internazionale. Gala, fluente chioma platino, prima rosa fluo, con la sua passione per la moda, il punk-rock, i trend e un pizzico di ottimismo-misticismo, è diventata la fashion blogger più nota al mondo, il cui giudizio è imprescindibile quasi quanto quello della temibile Anna Wintour. La sua filosofia? La moda seguita senza mai perdere il rispetto di se stessi e la propria individualità. Un binomio che dal 1996 le ha portato fortuna, grazie a un'immagine d'impatto e un po' di sana furbizia, servito in un manifesto, The Radical Self Love Manifesto, che pur non brillando per originalità serve a motivare anche tutti gli indecisi. Per visitare il suo mondo: Galadaring.com

 

 

 

C'erano una volta i Robinson...

... e in realtà ci sono ancora. Da quando il digitale terrestre ha regalato l'idea di una moltiplocazione dmeocratica delle frequenze e dell'offerta televisiva, non c'è più scampo. Le serate rétro proliferano come funghi e un gap generazionale di circa trent'anni viene istantaneamente annullato. I cari, vecchi Robinson tornano ad allietarci con le loro avventure e con il loro coloratissimo guardaroba. Tanto che, anche in luoghi in cui nell'elettrodomestico più amato al mondo la varietà non manca, il revival è ufficialmente iniziato. I maglioni di Cliff, lo stile originalissimo di Denise, la classe tutta eighties di Claire diventano manifesti di stile, copiati, riadattati ai tempi correnti, esaltati e – confessiamolo – anche derisi. Ma il loro fascino è innegabile. Lo dimostra un proliferare di nostalgiche celebrazioni web. Huxtable Hotness, fa la cronistoria – episodio per episodio – di tutti gli outfit più singolari della serie. House Of Claire celebra lo stile della signora Robinson adattandolo al presente (con tanto di suggerimenti d'acquisto) e The Cosby Sweater Project celebra gli arcinoti maglioncini di lana del noto dottore. huxtablehotness.blogspot.com, houseofclaire.tumblr.com, thecosbysweaterproject.tumblr.com


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Nel 1988 l'arci-nota filastrocca della felicità di Bobby McFerrin fu ino dei primi brani cantati a cappella a raggiungere la vetta di uan calssifica pop (prima c'era stata la meno allegra Caravan Of Love degli Housemartins). Da allora l'uso della voce come strumento e lo human beatboxing, sono entrati di diritto nella cultura pop, ispirando talent show e... sviluppatori di software. Chi ha sempre sognato cantare in un coro polifionico, chi sa di essere un perfetto "rumorista" ma non osa confessarlo neanche a se stesso può liberae la propria passione con Incrédibox, applicazione in flash che consente di creare il proprio gruppo a capella virtuale e fargli cantate ad libitum la stessa canzone variando gli effetti. Basta trascinarli sulla bocca dei coristi e dare spazio alla fantasia. Oltre allo scopo ludico, tuttavia, Incrédibox promuove alnche il lavoro, di Incredible Polo, artista francese che ha prestato la sua voce e la sua esperienza di human beatboxer per realizzare il progetto. www.incredibox.fr