Mostre ed eventi da non perdere
di Anastasia Natalic Utagawa Hiroshige fino al 7 giugno – Roma Per la prima volta l’Italia ospita le opere di uno dei più grandi artisti giapponesi. Fino al 7 giugno, 200 stampe di Utagawa Hiroshige sono esposte nella mostra Hiroshige – il maestro della natura allestita nelle sale del Museo Fondazione di Roma. La natura è sempre stato uno degli elementi fondanti della civiltà giapponese, anche dal punto di vista religioso, e Hiroshige è stato il primo che è riuscito a rendere la partecipazione della natura un fatto popolare: attraverso l’arte del mondo fluttuante, cioè quel movimento artistico che si sviluppò in Giappone tra l’inizio del ‘600 e quasi tutto l’800 e che era espressione della nuova cultura cittadina delle classi borghesi dell’antica Edo, l’attuale Tokyo, capitale economica dell’Impero del Sol Levante. La mostra è divisa in 5 sezioni: quattro sono dedicate all’artista e alle sue opere raffiguranti animali, piante e paesaggi in genere, la quinta alle influenze che Hiroshige ha avuto non soltanto sui contemporanei giapponesi, in particolare sulla fotografia di paesaggi (in mostra ci sono anche 30 fotografie che dimostrano quanto i primi fotografi si siano ispirati a Hiroshige), ma anche su molti artisti europei tra ‘800 e ‘900. In particolare su Van Gogh che si ispirò profondamente alla sua tecnica e riprodusse in modo fedele alcune delle sue opere in celebri quadri. La mostra è curata dal professor Gian Carlo Calza con il coordinamento scientifico dell’International Hokusai research centre. www.fondazioneroma.it  Antony McCall – Breath fino al 21 giugno – Milano Nel 1973 Anthony McCall, studiando la meccanica della proiezione della luce, osservò che ogni fascio di luce presenta un volume tridimensionale prima di diventare a due dimensioni una volta passato su uno schermo. In quel momento concepì Line describing a Cone, il primo di una serie di Solid Light Films che hanno fatto dell’artista inglese uno dei più importanti rappresentanti del cinema d’avanguardia londinese. Con McCall il cinema diventa arte tridimensionale e si contamina con la scultura: in un ambiente oscurato e pieno di foschia, le proiezioni non si limitano a trasportare le immagini su uno schermo, ma le formano nello spazio, creando delle vere e proprie sculture di luce. Fino al 21 giugno alcune delle opere di Anthony McCall sono in mostra a Milano, nell’Hangar Bicocca, uno dei pochissimi spazi espositivi al mondo che per le sue dimensioni può ospitare più d’una di queste installazioni. In Breath, questo il titolo della mostra, si potranno ammirare proiezioni verticali in gran parte inedite e prodotte tra il 2004 e il 2009: Breath I e Breath II, entrambe del 2004, Between you and I (2006), Coupling (2009) e Meeting your Halfway (2009) creata espressamente per l’esposizione milanese. È solo dal 2004 che McCall utilizza proiezioni verticali, prima utilizzava solo forme orizzontali ma, come spiega l’artista “le forme verticali si elevano verso l’alto, fino a 5 volte sopra di noi” perciò l’osservatore/spettatore può quasi entrare nella scultura e “guardare il tunnel di luce davanti a sé”. www.hangarbicocca.it  Bed in Montrèal fino al 21 giugno – Montrèal Tutti almeno una volta l’abbiamo cantata in coro, anche chi, quando è stata scritta, non era ancora nato. Ma forse non tutti, soprattutto i più giovani, sanno che “Give Peace a chance” è stata concepita a letto. John Lennon la scrisse durante la sua luna di miele con Yoko Ono a Montrèal, in Canada. Una luna di miele di una settimana, trascorsa interamente a letto e mai da soli. Era il 1969, in piena guerra del Vietnam e i due artisti attuarono una forma di protesta pacifista molto particolare. Per una settimana, dal 26 maggio al 2 giugno, si chiusero nella suite 1742 dell’Hotel Fairmont La Reine Elizabeth, e qui ricevettero amici, musicisti e fotografi, ma soprattutto giornalisti (almeno 150 al giorno), per discutere con loro della guerra e diffondere un messaggio di pace. Messaggio che effettivamente fu diffuso da circa 350 radio negli Stati Uniti che avevano rifiutato l’ingresso al Beatle e a sua moglie. Questa loro protesta prese il nome di Bed-in e da questa settimana nacque la leggendaria “Give peace a chance”. Oggi, 40 anni dopo, Montrèal vuole celebrare quell’esperienza con una mostra temporanea dedicata a John e Yoko e al loro inno alla pace: “La Ballade Pacifiste de John et Yoko / John and Yoko’s Pacifist Anthem”. Al Musée del Beaux-Art saranno esposti documenti rari, fotografie inedite, video, film, opere d'arte alcune delle quali concesse direttamente da Yoko Ono, che oggi ha 75 anni. Per tutte le informazioni: www.mmfa.qc.ca |
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