Lost in Budapest PDF Stampa E-mail

Viaggio alla scoperta di una capitale affascinante e sorprendente


di Letizia Bognanni


Uno dei più grandi piaceri della vita è viaggiare. Un altro dei più grandi piaceri della vita è restare positivamente sorpresi. Restare positivamente sorpresi durante un viaggio, quindi, è un piacere al quadrato. E, quando si va a Budapest, è molto facile che si resti positivamente sorpresi. Perlomeno, è facile se si parte senza sapere bene cosa aspettarsi da una città che non è (ancora) gettonatissima. Prima sorpresa, che è la meno sorprendente - stiamo pur sempre parlando di una gloriosa capitale dell'impero austro-ungarico: Budapest è bellissima. Di una bellezza più “sofferta” rispetto alla blasonata Vienna, cosa che la rende ancora più affascinante.


La “Parigi dell'Est”

Appena arrivati, dirigendosi dall'aeroporto verso il centro, si nota subito la tipica aura post-squallida delle città uscite dal comunismo: strade larghe, palazzoni, gru, costruzioni dall'aria cupamente governativa riconvertite in ostelli e ristoranti... E poi, finalmente, ecco “la Parigi dell'est” in tutta la sua gloria. Buda e Pest, divise dal Danubio, unite dalla storia e da ponti monumentali. Pest è la parte pianeggiante della città, nonché il centro dello shopping e della vita notturna. Váci Utca è la strada dove dare sfogo all'acquisto compulsivo (e i prezzi sono anche tendenzialmente abbordabili), fra palazzi d'epoca e caffè eleganti. In fondo alla via sorge poi il più grande mercato coperto della città, realizzato nel diciannovesimo secolo. Dopo lo shopping, arte e cultura: prendendo la metropolitana – la più antica dell'Europa continentale, graziosissima con le sue stazioni in cui il tempo si è fermato a duecento anni fa – si arriva velocemente nell'immensa Váci Utca, dominata dal Monumento al millennio (una colonna alta 36 metri con in cima la statua dell'arcangelo Gabriele e in basso statue dei capi tribù conquistatori della patria e di re e statisti ungheresi). Ai lati della piazza, due edifici neoclassici ospitano la galleria d'arte moderna e il museo delle belle arti, mentre alle spalle del monumento si apre il cuore verde della capitale, il Parco Civico, che merita almeno un pomeriggio, sia che ci si voglia godere una semplice passeggiata rilassante, magari in bicicletta, sdraiarsi un po' e sorseggiare un aperitivo in riva al laghetto, sia che si preferisca visitare il giardino zoologico, il museo dei trasporti e il Castello di Vajdahunyad. Imperdibile in ogni caso, se si nutrono sogni di gloria letteraria, una sosta alla Statua dell'anonimo: narra infatti la leggenda che chiunque tocchi la penna impugnata dallo scrivano di Re Bela diventerà un grande scrittore. Noi siamo andati a toccarla, hai visto mai!


Di ponte in ponte

Una visita alla sinagoga in stile bizantino e moresco, la seconda più grande del mondo dopo quella di New York, è d'obbligo. Dopo, ci si può fermare a mangiare qualcosa in uno dei tanti ristoranti tradizionali del quartiere ebraico. E poi, via a fare le ore piccole: una delle tante piacevoli sorprese, infatti, è che Budapest è una città molto giovane, e inoltre i ragazzi del posto sono simpatici e socievoli (e anche belli). Attenti solo a non finire in qualche locale equivoco, anche di questi purtroppo ce ne sono parecchi. Superiamo uno dei nove ponti che attraversano il Danubio (il più antico e importante è il Ponte delle Catene. Splendido anche il Ponte delle Libertà, in stile Art Nouveau), e arriviamo a Buda, la parte alta della città, caratteristica e ricca di storia. Il fiore all'occhiello è senz'altro il Bastione dei pescatori che circonda la chiesa di Mathias: costruito nel 1905, è un complesso in stile neoromanico, costituito da sette torricelle rappresentanti altrettante tribù magiare. Interessante di per sé, il bastione è imperdibile anche per lo stupendo panorama che permette di godere: da quassù si abbraccia con lo sguardo l'intera città, con i ponti, il maestoso palazzo del Parlamento, l'isola Margherita... e si nota anche quanto è verde, altra bella sorpresa. Ancora a Buda, è possibile visitare il Castello Reale, al cui interno si trovano la Biblioteca nazionale, la galleria nazionale ungherese, il museo d'arte contemporanea, il teatro del castello e il museo della storia.


L'importanza del quando...

Quando andare a Budapest? Visto che ci siamo quasi, sì, se volete organizzare un viaggio natalizio la meta è quella giusta. Il mercatino di natale di piazza Vorosmarty viene organizzato solo da dieci anni ma è già diventato uno dei più importanti d'Europa. Nelle oltre 100 bancarelle si trova di tutto, prodotti di artigianato, splendidi tessuti fatti a mano, addobbi di tutti i tipi. E ottime specialità culinarie, come la töki pompos (focaccia condita con grasso d'oca o con cipolla e pancetta affumicata), la trdelnik (un rotolo dolce, cosparso di zucchero, cannella o cocco essiccato) e il punch ungherese (servito in tazze-souvenir). Preferite viaggiare d'estate? In questo caso, è praticamente obbligatorio prenotare nei giorni dello Sziget, il festival musicale che tutti gli organizzatori di festival musicali (se così si può dire) italiani dovrebbero vedere una volta nella vita per imparare come si organizza un festival. Una settimana di concerti e non solo (tra free-climbing, corsi di ceramica e lezioni di ungherese non si corre il rischio di annoiarsi, in attesa che arrivi la sera e si animino i tanti palchi) nella verdissima isola di Obuda, a un passo dal centro cittadino. Nota di piacevole stupore: tutto ciò che si compra all'interno dell'area festival (cibo, magliette...), si paga con un'apposita carta prepagata (che si ricarica a costo zero), con relativa assenza di confusione da valuta straniera, conteggio resti e conseguenti code. Ditelo al prossimo che vi chiede “Ma che, vuoi andare nell'Europa dell'Est?”.

 

 

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