Dubai: chi cerca (forse) trova PDF Stampa E-mail

Colorata, eccessiva, contraddittoria, un non-luogo nel cuore del modo arabo


di Barbara Pantanella

 

Pensando al turismo di Dubai la prima domanda che ci viene in mente è che tipo di persona decida di andarci in vacanza. Da una parte ci sono senz'altro i fan del relax completo, quelli che di solito scelgono località esotiche ma preferiscono il tutto compreso nei villaggi turistici, in modo da evitare stress e magari brutte sorprese e godersi comunque il clima caldo e le spiagge. Dall'altra ci sono quelli più avventurosi, che amano esplorare le città e che sono incuriositi da questo posto così unico, da questa città che si trova nel cuore del mondo arabo ma che sembra essere così occidentalizzata, con tutte le contraddizioni che la cosa comporta. Infine ci sono i turisti del lusso, che per forza di cose sono una minoranza e che a Dubai possono indulgere in qualsiasi fantasia da mille e una notte negli spettacolari hotel di design a miliardi di stelle. Il problema è chi di loro troverà quello che cerca, a Dubai. Perché questo posto nel mezzo degli Emirati Arabi Uniti, più che una città sembra un non-luogo, come un aeroporto o un centro commerciale.

 

Parola d'ordine: shopping

Per via del suo sviluppo portentoso, finanziato con i soldi derivati dal petrolio e deciso completamente dall'alto, grazie alla visione dell'onnipotente sceicco e sovrano assoluto Maktoum, Dubai è stata trasformata in pochi anni da villaggio di pescatori a strabiliante centro per gli affari e divertimento, che ha tutto, spiagge, discoteche, ristoranti, centri benessere, banche e monumenti, tranne l'anima. Tanto che anche la gente per strada sembra messa lì come in una coreografia: fa un po' l'effetto Truman Show, dove tutti sono comparse in una messa in scena. A Dubai fare shopping non è un passatempo come un altro, è semplicemente obbligatorio: i centri commerciali sono ovunque, enormi, mostruosi, sempre pieni e soprattutto inevitabili, visto che spesso sono collegati direttamente ad alcuni degli hotel più grandi. Non a caso qui c'è il centro commerciale più grande del mondo, la Dubai Mall, 350mila metri quadrati di shopping, in cui si possono affittare dei mini cart come quelli che si usano per girare sui campi da golf, perché troppo grande da girare tutto a piedi. Il centro commerciale più grande del mondo si trova nel complesso del Burj Khalifa, l'edificio più alto del mondo, che accoglie i visitatori con una fontana che di sera danza a ritmo di musica. Naturalmente la fontana ha il getto d'acqua più alto del mondo, e allieta il pubblico con spruzzi e giochi di luci accompagnando la melodia di qualche grande successo internazionale di Andrea Bocelli sparato dagli altoparlanti. Americani, australiani, inglesi e arabi di tutte le nazioni circostanti applaudono, fotografano e annuiscono soddisfatti. Nei centri commerciali si può comprare, mangiare, sciare, pattinare e restare per giorni immersi in questo limbo. L'unica cosa che non si può fare è consumare alcolici, disponibili solo negli hotel.

 

Mare profumo di mare

Per chi sia desideroso di un po' d'aria fresca, dopo l'orgia di luci al neon, c'è la spiaggia e il lungomare di Jumeirah Beach, dove si può bere un caffé in uno Starbucks o mangiare un boccone da McDonald's o in una delle tante catene che ci sono così familiari. Sarà per questo che tutti si sentono a loro agio qui, in questa sorta di duty free dove tutto è universale e così familiare. Potrebbe essere un lungomare qualsiasi in qualsiasi posto del mondo, se non fosse per il singolare melting pot di persone che passeggiano su e giù: oltre al solito mix di turisti occidentali in ciabatte, ci sono i cittadini degli Emirati Arabi, quasi sempre vestiti con le tradizionali lunghe tuniche bianche, accompagnati da donne spesso completamente coperte nei burqa. Insieme agli inviti a vestirsi in modo sobrio e a non girare in costume da bagno lontano dalle spiagge, sono l'unico promemoria che ricorda agli stranieri che in fondo si trovano in una nazione araba e non a Rimini. Quello e le gigantografie dello sceicco Maktoum, a ricordare che in fondo ci si trova in una monarchia assoluta.

 

Un posto speciale?

Gli enormi grattacieli che si affacciano sulla spiaggia sembrano quasi vuoti, qualcuno dice che è per via della crisi economica, altri ci dicono che invece no, sono pienissimi, c'è davvero gente che ci vive. Il pezzo forte dell'architettura di Dubai, oltre alle esclusivissime isole artificiali che formano l'arcipelago chiamato “The world” (perché visto dall'alto ricorda la forma dei cinque continenti) ci sono le Palme, due immense penisole che si estendono dalla spiaggia e hanno, appunto, la forma di due enormi palme. Ospitano alberghi immensi e spiagge. La vista, dal centro delle palme, è spettacolare. Incontriamo uno dei tanti turisti, un europeo che dice di venire ogni anno perché Dubai è un posto speciale. È un po' ubriaco, ha dovuto bere in fretta i suoi drink prima che il bar del suo albergo smettesse di servire alcolici. È solo l'una di notte ma la festa sulla spiaggia è già finita. A Dubai si va a letto presto. Ci si trova solo tra turisti, a Dubai. I residenti degli Emirati Arabi sono circa il 13 per cento della popolazione, gli altri sono stranieri. Divisi tra quelli ricchi, che frequentano i centri commerciali, e quelli poveri, che vengono qui per lavorare e che la sera se ne tornano nei loro slum fuori città. In centro rovinerebbero l'atmosfera.

 

 

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