Rotterdam (or anywhere)? PDF Stampa E-mail

Nuova Berlino o Manhattan d'Europa, Rotterdam, con il suo fiorire di avanguardie architettoniche e culturali, è la protagonista di una rivincita sull'anonimato... 


di Silvia Fossati


C'è una vecchia canzone dei Beautiful South, che porta decisamente fuori strada. “Tutti sono biondi e tutti sono belli. Ma quando il biondo e il bello si moltiplicano diventano tutti monotoni e precisini. Può essere Rotterdam o qualunque altro posto, Liverpool o Roma, perché Rotterdam è dappertutto...”. È stata scritta all'inizio degli anni 90 e solo qualche anno dopo pienamente smentita. L'anonima Rotterdam, la città olandese snobbata dai turisti desiderosi di assaporare le trasgressioni della più mitologica Amsterdam, è diventata uno dei gioiellini d'Europa. Qualcuno l'ha definita la nuova Berlino, per quel fiorire di fermenti culturali, negozi e gallerie d'arte poco mainstream, idee, innovazioni. Altri preferiscono la definizione di Manhattan d'Europa, per il fiorire di grattacieli e architettura contemporanea, sperimentazioni, sostenibilità e visioni. Lontane dal tipico paesaggio olandese fatto di piccole casette con tetto a spiovente, canali romantici e tulipani. Contraddittoria, fredda e in eterno movimento, Rotterdam è la città ideale da visitare a piedi, con il naso all'insù.

 

La capitale mondiale dell'Architettura

Il New York Times ha affrmato che "Rotterdam sta all'architettura come Parigi alla Moda e Los Angeles allo spettacolo”. Una definizione corretta, se si osserva come la città è stata ricostruita dopo essere stata rasa al suolo da un bombardamento tedesco durante la seconda guerra mondiale. Invece di insistere nel replicare quanto si era perso, si è deciso di creare una città nuova, moderna, un inno al contemporaneo. A memoria del passato rimangono alcuni edifici scappati alla distruzione come Van Nelle Factory and Huis Sonneveld e qualche costruzione nella zona del porto. Il resto è tutto un fiorire di costruzioni sperimentali, grandiose, eleganti ed efficienti. E con un continuo ammiccare alla creatività e al futuro. Un esempio? La stazione Blaak della metropolitana, una sorta di disco volante alieno che richiama l'attenzione. Poco lontano il complesso Kubuskonigwen, le case a cubo gialle e nere realizzate da Piet Blom nel 1986. E ancora il “Cigno”, ovvero il famoso Erasmus Bridge, un intreccio minimalista di fili d'acciaio disegnato da Ben van Berkel che sovrasta il fiume Nieuwe Maas. Rimanendo in tema di spazio, a dominare il paesaggio ci pensa la Euromast, torre alta 185 metri, costruita nel 1960 e dotata di una space tower dieci anni dopo, percorsa da ascensori che si muovono a velocità folle e dalla cui terrazza si può godere di un magnifico panorama della città. Soprattutto di sera, quando uno studiato gioco di luci illumina ogni punto della città rendendola come una discoteca a cielo aperto.


Overdose d'arte

L'architettura è il fil rouge che accompagna anche durante le visite ai musei. Il Boijmans Van Beuningen, l'Architecture Institute e il Kunsthal Art Museum sono i tre pincipali custodi di tesori di architettura e design. Ma oltre a esposizioni istituzionali, Rotterdam nasconde dei veri e propri gioiellini. Come Villa Chabot, costruzione art déco degli anni 30 con al suo interno i lavori del pittore espressionista olandese della prima metà del Novecento Hendrik Chabot. Immancabile una visita a Witte de Withstraat, il centro, un crocevia di culture, umori e odori, espressione olandese del multiculturalismo, ricco di stradine vibranti e gallerie “alternative” e avanguardiste come lo Showroom Mama, “proibito” agli over 26, o il V2, altrimenti noto come Institute for the Unstable Media, in cui è possibile fare una full immersion nel mondo dei video, delle istallazioni e dell'immagine digitale. Il Meneer de Wit, è invece un centro culturale che offre performance ogni sabato sera. E ancora laboratori di ceramica, negozi di cappelli rigorosamente realizzati a mano, botteghe, mercatini e coffeeshop. Aperti anche dopo il tramonto. Rotterdam è nota anche per un intenso programma di festival e manifestazioni che si tengono tutto l'anno come il Rotterdam International Film Festival, la Dance Parade e il Festival di Jazz del Mar del Nord.

 

Serate sostenibili

La techno e l'hardcore sono di casa. Il jazz non manca. I dj più famosi al mondo vengono a scaldare il pubblico con i loro set. Locali come De Unie, Rotown, Now & Wow, The Thalia Lounge e Hollywood tengono viva la varietà e il divertimento, lanciandosi alla scoperta dei nuovi trend. Ma l'attrazione principale, perfettamente in linea con lo spirito pionieristico della città, rimane l'Off Corso dance-club ecosostenibile, ospitato in un vecchio cinema e caratterizzato da un dancefloor che trae energia dal movimento umano. I passi dei ballerini producono energia che viene trasformata in corrente elettrica grazie a una serie di cristalli posti sotto il pavimento. Un gioiellino della green economy che oltre al risparmio energetico utilizza acqua piovana per i bagni, limita la produzione dei rifiuti, e si affida a un design green. Guardando al futuro.

 

Sull'acqua

Per quanto moderna e atipica, Rotterdam è pur sempre una città olandese e l'acqua è nel suo DNA. Per dare tregua ai piedi si può visitare il vecchio porto, il più grande d'Europa, e il Kop Van Zuid, ovvero la sua zona interna, con un battello. O spingersi fino al Delfshaven, il classico canale popolato da case galleggianti. E, se proprio non si può fare a meno di vedere i tipici mulini a vento, allora si può prendere il traghetto e arrivare a Kinderdijk (la diga del bambino), canale patrimonio mondiale dell'Unesco, che è costeggiato da ben 19 mulini. E le cui acque custodiscono un'antica leggenda: qui nel 1420 una terribile alluvione depositò una culla con un bambino e un gatto.

 

 

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