Dimenticate Manhattan, il centro della vita culturale newyorkese si è trasferito oltre l'East River
di Barbara Pantanella
Se fino a pochi anni fa era Manhattan il centro della vita culturale newyorkese, oggi è al quartiere più periferico di Brooklyn che tutti guardano per le nuove tendenze, la moda, l'arte. Situata a Sud-Est di Manhattan, al di là dell'East River, Brooklyn è un borough (cioè un distretto cittadino) molto esteso, diviso a sua volta da quartieri molto diversi tra di loro e popolosissimo. È qui che negli ultimi anni si sono stabiliti artisti e studenti, “cacciati” via da Manhattan dal costo della vita quasi impossibile da sostenere e attratti dai costi più moderati e dalla vicinanza al centro. E così, mentre l'isola centrale di New York diventava il regno degli ultra milionari e una sorta di luna park per turisti, il resto delle attività cittadine si spostavano a Brooklyn, che oggi è piena di locali, ristoranti, caffè, gallerie d'arte e rivela una sorpresa ad ogni angolo. A raccontare la vita di Brooklyn ora c'è anche una nuova serie televisiva, intitolata Bored to death, in cui lo scrittore Jonathan Ames racconta se stesso e le sue scorribande nella zona di Fort Greene, tra i bellissimi edifici tipici come le rowhoses (i palazzi attaccati l'uno all'altro, con la piccola scalinata che porta all'ingresso) e le vecchie fabbriche in mattoni rossi. Nella serie, Ames dice che “Brooklyn è la nuova Manhattan” e c'è da credergli.
Williamsburg e dintorni
Per esplorare Brooklyn una delle infinite possibilità è iniziare da Williamsburg, che si trova proprio di fronte a Manhattan. Raggiungendola in auto o taxi si attraversa lo spettacolare Williamsburg Bridge, ma ci si può arrivare in un attimo anche con una sola fermata di metropolitana dal Lower East Side di Manhattan. Il quartiere è originariamente sede della comunità polacca (concentrata nella zona di Green Point), di portoricani e italiani, ma oggi è soprattutto noto per l'altissima concentrazione di giovani artisti e di creativi di tutti i tipi. Chi vuole orientarsi tra le centinaia di gallerie, può consultare il sito della rivista Wag Mag, una guida aggiornata e divisa per quartieri. Qui sembra che ogni occasione sia buona per festeggiare e durante la bella stagione è un continuo di eventi all'aperto, maratone, feste di strada e party. Williamsburg è anche casa e palcoscenico di moltissime band indie rock, da scovare in club come lo Union Pool o il Market Hotel, verso la zona di Brushwick. Chi è alla ricerca di serate e concerti più sperimentali, invece, può fare un salto al Monkey Town. Un altro locale da visitare è il Public Assembly, che oltre alle serate burlesque del lunedì organizza anche party sempre divertenti e un po' kitsch. E perfino un locale storico di Manhattan, lo Knitting Factory, ha aperto una sede a Williamsburg. Per essere sempre aggiornati su eventi e concerti, il sito da consultare è senz'altro freewilliamsburg.com.
Per tutti i gusti...
Per mangiare a Brooklyn non c'è che l'imbarazzo della scelta, visto che anche qui la creatività dei locali si è scatenata. Basta fare un giro sulla nota Bedford Avenue e scegliere uno dei tanti caffè e ristoranti, tra una visita e l'altra in uno degli irresistibili negozi della strada. Per chi ha un budget limitato è sicuramente un'ottima idea scoprire il mondo della cucina polacca, come i fantastici involtini di cavolo, le patate o gli stufati in uno dei tanti ristorantini a conduzione familiare di Green Point, ritrovo di molti immigrati. Oppure non mancano i ristoranti vietnamiti o italiani di qualità, a prezzi stracciati soprattutto a pranzo, o i fantastici sandwich di Saltie. Per chi invece vuole concedersi quache lusso in più, Williamsburg offre anche cucina creativa, spesso realizzata con ingredienti locali e biologici come da The Brooklyn Star. Altro quartiere imperdibile di Brooklyn è D.U.M.B.O., acronimo che sta per “Down Under the Manhattan Bridge Overpass”, perché si trova subito dopo il Manhattan Bridge. Anche qui abbondano le gallerie d'arte come il Dumbo Arts Center , ma anche i negozi di design come Wonk. Vale la pena anche una visita alla Brooklyn Ice Cream Factory creata dallo chef Jacques Torres.
Spiagge, parchi e... luna park
Per il resto, la varietà di Brooklyn è impossibile da riassumere in poche righe, ma senz'altro possiamo suggerire una visita al bellissimo Prospect Park, realizzato dagli stessi ideatori del Central Park di Manhattan, e l'imperdibile Brooklyn Museum, che ha ospitato i lavori di tantissimi grandi artisti contemporanei. E poi una discesa a Sud fino alla Brighton Beach, quartiere popolato da immigrati russi e con una vista mozzafiato sull'Oceano Atlantico. E infine un salto alla penisola di Coney Island, con il suo enorme luna park così familiare, visto in decine di film, che presto – a quanto pare – sarà smantellato. Tra sinagoghe e moschee, boutique ed edifici storici, e la più grande varietà etnica del mondo, Brooklyn non ci farà di certo rimpiangere di aver trascurato Manhattan.
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