Ipnotico Rajasthan PDF Stampa E-mail

Breve viaggio nel micro e macro cosmo del subcontinente più misterioso del mondo

 

di Alessandra Izzo

L’India non è un semplice viaggio, ma un percorso verso la consapevolezza dei fenomeni dell’impermanenza della vita. Una delle sette meraviglie del mondo, un bombardamento incessante di suoni, colori e odori, eppure così contraddittoria, ricca di fascino antico, vecchie tradizioni e al tempo stesso più moderna di NY: ci sono Internet point ovunque, anche nelle stradine più decadenti e povere della regione. Sono gli intensi attimi del fluire della vita quotidiana che hanno fatto del Rajasthan, nell’India del Nord, un luogo culto e una terra che ha davvero qualcosa di straordinario.

Le meraviglie del mondo

Il modo migliore per arrivarci è da Delhi. Ovviamente, una volta arrivati nella capitale, non si può non fare un salto a visitare la tomba di Gandhi, né tantomeno può mancare una giornata ad Agra per visitare uno dei più importanti templi sacri del mondo, il Taj Mahal. Arrivata a questo enorme tempio, mi aspettavo tanta spiritualità ma, come ogni cosa in India, tutto è il contrario di tutto. C‘erano più di 10.000 presenze, venute da ogni parte del mondo. La spiritualità non si sentiva e non si vedeva negli occhi degli indiani, eppure avvertii che qualcosa di millenario e di mistico c’era comunque da qualche parte. E ho saputo coglierne l’essenza, seppur con una leggera difficoltà iniziale.

Verso Jaipur

Da Delhi normalmente si va a Jaipur, il favoloso regno delle pietre, la città rosa. Fra le tappe obbligatorie in città, a parte lo shopping, ci sono il ristorante vegetariano più famoso del mondo, sulla via principale del mega mercato nel centro della città vecchia, il Windy Palace, con le sfumature tutte rosa e verde smeraldo (che tra l’altro è per loro la pietra sacra) e il City Palace, con le porte tutte adornate di pavoni. La cosa più importante da comprare a Jaipur per donne radical chic? I braccialetti colorati che portano le donne indiane. Tutte noi turiste occidentali andiamo pazze per questi bracciali che vogliamo mettere come loro, e cioè almeno trenta per braccio. E ce ne sono di tutti i tipi: di plastica, di lacca, fino ad arrivare a quelli che sono considerati dei veri gioielli, ovvero di vetro. Impossibile resistere a quest’avventura.

Riflessi e bagliori

Dal rosa di Jaipur si passa a Jodpur, con le sfumature tutte azzurre, che è anche la città dove si possono fare grandi affari comprando la seta o i sari a ottimi prezzi. Il luogo è famoso anche per la possente mole del Forte Meherangarth che domina l’intero panorama urbano. Jaisalmer, invece, è la città dai bagliori d’oro. Sembra uscita da un poema epico. Non esiste nessun altro luogo che evochi di più gli antichi splendori del deserto e le esotiche piste carovaniere. Anche qui non può mancare una visita all’antico Forte. Udaipur è il luogo più romantico del continente indiano (la mia preferita, lì dove sono uscita dal caos “relativo” dell’India ed ho ritrovato la “mia pace e spiritualità”). Il romantico Lake Palace Hotel si riflette di sera sulle acque del Picola Lake. Una cena romantica è obbligatoria, anche tra amici, non solo per due.

Pushkar, la città santa

E poi si arriva nella città santa di Pushkar. È seducente, ha un fascino particolare ed è una delle mete di pellegrinaggio hindu più importanti del Paese. La città si distende tutta intorno a un lago sacro apparso, secondo la leggenda, quando il Dio Brahma fece cadere un fiore di loto. È anche il tempio degli hippy che si sono trasferiti qui da ogni parte del mondo. Ci sono bazar ovunque lungo la strada che porta al lago, dove si vendono ogni tipo di argento e collane fatte di semi che ormai io ho appeso in tutta casa oltre che addosso. E non mancate di farvi benedire da qualche indiano intorno al lago che poi prenderà i fiori con i quali avrete recitato il vostro piccolo mantra e li butterà nel lago sacro.

Musica e anima

Un’ultima nota la vorrei dedicare alla musica indiana e soprattutto rajasthana. Da quelle parti ora va di moda l’hindy pop che senti a ogni angolo di strada, ma in questa regione anche la musica popolare è molto diffusa. La musica per gli indiani è un elemento vivo e vitale della cultura tradizionale anche perché li distrae dalle fatiche quotidiane. Le occasioni migliori per assistere a spettacoli di musica popolare sono le feste. A Pushkar sicuramente si troverà la più ampia scelta di musica in generale. Dopo questa breve ma intensa permanenza in Rajasthan, per me la vita non è più stata la stessa. L’India cambia veramente qualcosa dentro. Si torna alla propria terra, ma con la sensazione profonda che è “accaduto” un miracolo nel proprio cuore, ovvero nasce comunque e, in qualche modo, una nuova consapevolezza della vita, e questo regala a noi umani la libertà di volare sempre più in alto. Buon viaggio nel micro e macro cosmo del subcontinente più misterioso del mondo