Antico, colorato, contraddittorio, si rivela in tutto il suo splendore tra sole, terra e mare. (Parte I: Dakar e le isole)
di Claude Bygon
Visitare il Senegal, soprattutto quando sta per arrivare la stagione calda, è un'esperienza di vita a dir poco irripetibile. Il viaggio è lungo, soprattutto se comprende scali aerei e le vaccinazioni richieste sono circa dodici, ma una volta atterrati all’aeroporto Léopold Sédar Senghor di Dakar, stanchi ma emozionati, scoprirete che ne è davvero valsa la pena. Soprattutto se è la prima volta che mettete piede nella splendida Africa. Scesi dall'aereo vi troverete immersi in un'atmosfera completamente nuova. Che comincia con la colorata confusione dell'aeroporto e un nugolo di tassisti con cui contrattare brevemente le tariffe più vantaggiose per arrivare alla destinazione prescelta. Arrivo a Dakar Dakar è una bambina piccola, disordinata e capricciosa, le sue strade sono piene di macchine fatiscenti, vespe bellissime, pullman colorati, taxi arrangiati, autobus piccoli e agevoli e carretti lenti trainati da asini stanchi e magri. In strada c'è di tutto: c'è la vita che si mostra urlando e battendo i piedi a terra come un ragazzino. La città è divisa ma amalgamata, la classe sociale più ricca è quella libanese, i cui negozi, dai grandi fast-food alle piccole mercerie piene di qualsiasi cosa, fino ai saloni da barbiere, sono ovunque e la cui presenza è testimoniata da macchine grandi e confortevoli, quartieri moderni e vestiti alla moda. Tutto il resto appartiene alle varie etnie africane che convivono in questa città. Dakar, tuttavia, come tutte le belle bambine, non ha bisogno di bei vestiti per essere stupenda. La città sembra folle e senza senso, ma alla bellezza, lo sappiamo, non è richiesta spiegazione alcuna. In uno dei suoi quartieri più eleganti, vicino alla residenza presidenziale, c'è un caffè molto elegante, cosa sempre più rara in Europa: non è questione di soldi ma semplicemente lezione di stile. La mobilia appartiene agli anni ‘70, ci sono dipinti colorati alle pareti e le vetrine pulite sono piene di dolci. Qui si può prendere il cappuccino e leggere un giornale di lotta (la loro Gazzetta dello Sport) e riposare lontani dal caldo. La lotta è lo sport nazionale del Senegal e vale la pena vedere almeno un incontro. È una disciplina avvolta dalla magia, dalle pozioni e dagli amuleti (Gris Gris). Infatti, nonostante i senegalesi siano di religione islamica, le loro credenze risiedono nell'animismo. I Gris Gris vengono fatti da stregoni, i Marabout, che risiedono per la maggior parte in Casamance una regione a sud del Senegal. Per assitere a uno di questi favolosi incontri dovrete andare allo stadio Demba Diop e comprare una t-shirt del lottatore del momento. Sarà forse l'unica cosa davvero originale da riportare a casa. Il frastuono dei Mercati Soumbedioune è il più importante mercato del pesce e offre prodotti di grande qualità a prezzi molto economici. Percorrendo invece Avenue G. Pompidou si arriva a Sandagà, uno dei mercati più grandi della città, mentre il più caratteristico è senza dubbio Tilene, nel quartiere coloniale della Medina dove, tra l’altro, si dice sia nato Youssou N'Dour. Per visitare questi mercati, tappa obbligata per tutti i viaggiatori, richiede una buona preparazione psicologica. È fondamentale abituarsi all'odore molto forte che emana la città in molti dei suoi punti. Le persone sono molto invadenti e chiedono di continuo di acquistare qualcosa da loro, quindi bisogna armarsi di pazienza e astuzia per non doversi fermare a contrattare con tutti. Qualcuno vi accuserà di sicuro di razzismo, ma a volte silenzio e indifferenza sono l’unico rimedio contro la loro indefessa insistenza. I mercati sono pieni di qualsiasi cosa. Alcuni negozi si trovano all’interno di cortili di palazzi fatiscenti ed è proprio in questi posti nascosti che si trovano gli oggetti più belli come stoffe pregiate e collane di corallo. Per visitare la parte più ricca di Dakar, dovete dirigervi verso Ponty, dove ci sono lussuosi negozi a disposizione di una piccola fetta della popolazione. Il fascino delle isole L'Île de Gorée è patrimonio dell’Unesco e anche a buon diritto. È un monumento alla memoria al cui interno si trova un piccolo museo denso di significato: la "Maison des Esclaves”, ricca di testimonianze delle barbarie che gli europei hanno inflitto a questo paese fino al 1848, anno in cui viene abolita la schiavitù. Lo stile coloniale delle case, i sentieri di sabbia, i fiori lungo i viali, rendono la visita e il soggiorno molto piacevole. La piccola Chiesa di San Carlo Borromeo, invece, è una chiesetta suggestiva è gradevole dove riposare e trovare conforto dal caldo. L’isola ha anche una piccola spiaggia interna dove si può fare il bagno e andare a mangiare qualcosa nei ristorantini adiacenti il mare. Attenzione all'esercito di incalliti venditori. Vi seguirà ovunque. Il Parco Nazionale Iles de la Madeleine è un isola a ovest di Dakar. Oasi naturale e luogo sacro, è la dimora del genio dell'isola o spirito guida “Ndoek-Daour”, ma è anche il sito culturale di un'importante comunità di pescatori chiamata Lebou. Il parco si estende per 15 ettari ed è composto da due isole. La scogliera raggiunge un'altezza di 15 metri e alcune varietà di uccelli vengono qui per fare il nido e covare le loro rare uova. La passeggiata viene fatta insieme a una guida-guardia parco che vi traghetta con la barca fino all'isola. Insieme al lui si esplorano tutte le bellezze nascoste e si scopre la storia che circonda questa meravigliosa oasi. A conclusione del tour vi aspetta il bagno in una piscina naturale che si crea all'interno dell'isola al riparo dalle onde oceaniche, sembra di vivere per poche ore nel film Laguna Blue, si spera sempre che chi sta con voi sia all'altezza del ruolo... |
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