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Sintonizzati sulle frequenze giuste!

 di Barbara Pantanella

 

Gorillaz – Plastic Beach (Virgin)

Il geniale progetto del musicista Damon Albarn e del fumettista Jamie Hewlett torna con un terzo album che ancora una volta unisce musica e animazione. E anche se la band dei Gorillaz esiste solo in un mondo parallelo, perché i musicisti sono rappresentati da intiganti cartoni animati, arriva a fare cose che non riescono alla maggior parte dei musicisti “veri”, cioè divertirsi e creare un intero universo intorno alla loro musica. Quella che è nata come una semplice idea un po' azzardata di Albarn e Hewlett, però, nel frattempo è diventata un'operazione mastodontica, visto che alla banda si sono aggregati tantissimi musicisti dai nomi illustri dell'hip hop come Snoop Dogg e Mos Def, a vere e proprie leggende come Lou Reed, Bobby Womack (che pare non avesse idea di chi fossero i Gorillaz, finché non gliel'ha spiegato sua figlia), Mick Jones dei Clash, i De La Soul e perfino l'orchestra nazionale libanese. Un progetto complesso come dev'essere stato complesso far lavorare insieme tante personalità diverse, che però raggiunge il risultato di ridefinire ancora una volta la musica pop. Plastic Beach è un disco così originale, divertente e ricco che tutto il resto sembrerà per sempre un po' più noioso.

 

 

The Knife – Tomorrow In A Year (Mute Records)

Se i fan dei The Knife erano stati attirati dalle loro inquietanti maschere, dalla loro elettronica algida e scura, troveranno senz'altro pane per i loro denti nel nuovo album del duo svedese: si tratta di un'opera, basata sulle teorie di Darwin e commissionata da un gruppo di artisti danesi per una performance. Se a cantare c'è un mezzo soprano, la musica è fatta di registrazioni di suoni della natura. Un album adatto solo a chi non ha paura di avventurarsi in mondi sconosciuti e a tratti anche un po' spaventosi.

 

 

Pavement – Quarantine The Past (Domino)

I Pavement sono stati una delle band indie più amate degli anni Novanta, un vero cult per pochi ma appassionatissimi adepti. È normale quindi che la loro reunion facesse battere molti cuori, mentre questa classica raccolta di “grandi successi” ha fatto indignare i fan più duri e puri semplicemente perché dovendo scegliere non è possibile accontentare tutti. A essere felici quindi non saranno i vecchi fan probabilmente, ma chi si appresta a scoprire adesso il complicato mondo dei Pavement.

 

 

Gigi  –  Maintenant (Tomlab)

Vintage” è la parola d'ordine per questo album dei Gigi, progetto di un duo canadese che ci riporta immediatamente agli anni '60. Un tributo ai grandi gruppi al femminile di quell'epoca e al suono di Phil Spector, che però anziché sembrare vecchio e datato dà nuova linfa al genere, rileggendolo con rispetto e quasi devozione. E comunque, se oggi tornano di moda i capelli cotonati e le camicie a pois, perché non riscoprire anche la musica giusta e un po' di vecchio sentimentalismo rétro?

 

 

Nick Cave & Warren Ellis –  The Road OST (Mute Records)

Sembra quasi naturale che il regista abbia pensato a Nick Cave per la colonna sonora dell'apocalittico film The Road, storia di un vedovo che vaga per il mondo con suo figlio dopo essere sopravvissuti a una immane catastrofe naturale. La colonna sonora quindi non può evocare isolamento, lutto e terrore, ma Cave, maestro del genere, riesce a rendere affascinanti perfino questi temi e a farci gioire mentre ci addentriamo con lui nel suo inferno.

 

 

 

 

 

 

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