Non solo blog: tutti i modi per farsi leggere online
di Letizia Bognanni
Prefazione Avete presente quella scena che c’è in tutti i telefilm americani con un personaggio adolescente? Quella in cui il personaggio adolescente cerca di capire, soppesando la busta chiusa, se la sua domanda di ammissione a un college della Ivy League è stata accettata o respinta? A chiunque nella vita abbia mai avuto il sogno di scrivere, sarà quasi certamente capitato di sentirsi proprio come quel personaggio. Una busta in mano e tante speranze nel cuore. Speranze che, dispiace dirlo, si infrangono molto più spesso di quanto non si realizzino, sbattendo contro una lettera prestampata che recita più o meno così: “Gentile pinco pallino, abbiamo letto e valutato con attenzione il suo manoscritto, e siamo spiacenti di informarLa che non rientra nella nostra linea editoriale. Cordiali saluti”. Ancora più di frequente, non arriva nessuna lettera. Ma il giovane e impavido scrittore non demorda. Siamo nell’era di internet? E internet sia. La rete è una mecca di opportunità per l’esordiente senza santi in paradiso. L’unico rischio, come sempre quando si parla dello sconfinato web, è quello di perdersi. Proviamo allora a tracciare una piccola mappa delle possibilità. Per far conoscere al mondo il vostro capolavoro incompreso (meglio se gratuitamente, o quasi). O per scoprire che, se è incompreso, ci sarà un motivo (qualche volta la verità fa male). Capitolo 1 Per gli spiriti liberi, e i permalosi insofferenti all’editing, l’ideale sono i siti di scuola youtube, ossia quelli che, previa registrazione, permettono di caricare i propri scritti senza alcun intervento o selezione da parte di chicchessia. Qualche nome? Scribd, NetEditor, Poesieracconti, Poetika, Scrittura fresca, Racconti oltre, Ali di carta, Annotazioni, 6books6, Ewriters, Upstaris, La recherche, e Inedito – che, oltre alla possibilità di farsi leggere e commentare, offre quella di guadagnare: l’autore può infatti mettere in vendita il testo caricato, determinandone il prezzo e incassando le royalties. Altri, come Il racconto ritrovato, Ippocodrilli, Cosemaiviste e Scrittinediti, mettono online solo i testi che superano il vaglio della redazione. Se siete un po’ all’antica, e se proprio non vi va giù che il libro in cui credete tanto sia stato rifiutato dalle case editrici “ufficiali”, ci sono i siti di editoria “fai da te”, come Lulu, Ilmiolibro, Il giralibro, Editodame (che offre anche qualche utile consiglio di editing) o Leditore: con una piccola somma e qualche clic, potrete finalmente dire “ho pubblicato un libro” – con tanto di copertina e codice Isbn. Certo, è un po’ la versione 2.0 del tipografo sotto casa, ma non si sa mai. In fondo anche Federico Moccia ha cominciato con le fotocopie (almeno, così narra la leggenda). E poi, nell’era di Anobii, far girare un’opera è decisamente meno arduo. Ancora per i più tradizionalisti, le riviste letterarie come quelle che si facevano una volta: Progetto babele, Lo scarabeo, Rotta nord-ovest e ‘tina-la rivistina di Matteo B Bianchi, bravo scrittore e attento talent-scout. Capitolo 2 Dopo la puntatina nel classico, torniamo alle nuove frontiere. Finita, o quasi, la favolosa epoca degli editori che scovavano gli scrittori sui blog e li portavano sulla carta, qualcuno ha avuto l’idea di invertire le parti: l’entusiasta redazione di Setteperuno va in giro per librerie (ma anche per blog, riviste e social network) in cerca di talenti da ospitare, per un mese, nelle pagine del sito. Abbastanza interessante anche Shiningarden, blog-laboratorio collettivo che accoglie racconti ma anche recensioni e consigli di scrittura. Per chi ha voglia di mettersi in gioco, letteralmente, ci sono i concorsi di ultima generazione, quelli in cui a decidere chi si merita la pubblicazione non è una dotta giuria di scrittori ed editori, ma il lettore stesso, attraverso metodi di votazione semplici e immediati. A scegliere la strada “popolare” sono la società editoriale Arpanet, che periodicamente organizza concorsi tematici, la casa editrice Damster, con l’iniziativa TuttiXuno e Demo, rivista cartacea ma votazioni online. Chi ama il confronto e non crede al “chi fa da sé fa per tre”, si troverà a suo agio con il metodo SIC di Scritturacollettiva, imponente community con il fine di scrivere grandi opere a molte mani (il romanzo in corso vede al lavoro cinquanta membri), mentre è più giocoso lo stile di Younovel: si possono iniziare racconti e romanzi, continuare quelli già online e anche modificarli. Decisamente non consigliato a chi è geloso delle proprie creazioni. E per finire, due oggetti non meglio identificati – uno certificato, l’altro in fieri e per il momento, a dire la verità, non molto comprensibile: Yabooks, ambizioso (forse troppo) social network-casa editrice-libreria-rete di librerie-community di scrittori lettori librai recensori talent scout... E Vibrisselibri, di Giulio Mozzi, una sorta di ibrido fra casa editrice e agenzia letteraria: pubblicherà in rete la vostra opera, se meritevole e, nel frattempo, si impegnerà nella ricerca di un editore cartaceo. Postfazione Che dire? Forse passerà un editore e vi lancerà nel meraviglioso mondo dei best-seller. O forse no, ma intanto, poco ma sicuro, avrete fatto delle interessanti conoscenze, vi sarete confrontati e avrete capito qualcosa in più su di voi e sulla vostra scrittura, e avrete lasciato la famigerata traccia del vostro passaggio su questo piccolo mondo. Che piaccia o no, non è mai stato così facile. Dopo quello per la pace, Internet candidato al Nobel per la letteratura? |
|