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  Tutto nacque da una E...   

 

A volte ritornano. Per fortuna...

di Daniela Liucci

 


Ho sognato Karl Marx.


Non in forma di marionetta, come nella deliziosa web series di Pedro Reyes, ma in carne e barba bianca, seduto su una panchina di un anonimo cortile, intento a sorridere.


Lo ripetono tutti adesso, come un mantra sacciapensieri, Karl Marx aveva ragione. Chi per provocazione, chi per convinzione, chi per esorcizzare un pericolo mai conosciuto fino in fondo. Strumentalizzato, manipolato, demonizzato, mai del tutto analizzato, il pensiero del grande filososfo-sociologo-economista tedesco sembra ritrovare la sua indipendenza, la sua essenza pura, dopo le contaminazioni e le indebite appropriazioni della storia.


Sì, Karl Marx aveva ragione. L'instabilità endogena del capitalismo sarebbe stata la responsabile della sua (auto)distruzione. E mentre si cerca di rianimarlo a ogni costo, appare sempre più evidente che il capitalismo, ammettiamolo, è un modello superato. Nell'economia, nella cultura, nella società. La borghesia si è estinta, lasciando il mondo nuovamente divisto tra ricchi e poveri. I mercati finanziari hanno costretto a continui adattamenti ai loro umorali cambiamenti e alla loro sostanziale volatilità. Il mercato del lavoro ha cancellato i diritti amplificando i doveri, con conseguente istituzionalizzazione del volontariato, dello sfruttamento, della povertà. Nessuno farà più carriera. Nessuno potrà crearsi risparmi. Nessuno percepirà pensioni degne di tal nome. Nessuno potrà più permettersi di scioperare o manifestare liberamente il proprio pensiero. E quando anche l'ultima via d'uscita risulterà sbarrata, i pochi privilegiati, come dimostra provocatoriamente Reyes, saranno volati via in mongolfiera.


Serve il coraggio di immaginare un mondo diverso. Non limitarsi a sognarlo. Ridare forza alle idee appiattite dallo strenuo e ormai inefficace mantenimento di un agonizzante status quo. Lo scontro sarà inevitabile se non si ammette che le cose possono cambiare, che un'alternativa può esistere. La vera rivoluzione più che sulla forza deve contare sull'intelligenza, sulla produzione di nuovi modelli sociali come di idee innovative. Tutto va (ri)costruito con le proprie mani. Non bisogna lasciare che altri decidano per noi, ma impegnarsi in prima persona. Fintanto che ci rimane la dignità, usiamola, prima che ci portino via anche questa.


Noi un mondo nuovo vogliamo immaginarlo, disegnarlo, viverlo. E, approfittando del potere evocativo – e non commerciale – della Festa delle Feste, in cerca di ispirazione abbiamo “scomodato” quattro storici personaggi che del cambiamento, della rottura, della denuncia e dell'innovazione, prima di tutto mentale, ne hanno fatto un credo. Rievocandoli alla maniera di Edgar Allan Poe e trasportandoli nel presente. Come ha fatto il geniale Reyes, portando Marx a Zuccotti Park. Tutto torna.


Buona lettura e buon Natale.

 

 

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