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Tutto nacque da una E...  

di Daniela Liucci

 

Era dell'acquario e figli degli uomini

"Quando la Luna entrerà nella settima casa / E Giove si allineerà con Marte / E l'amore governerà le stelle" 

È dalla metà degli anni '60 che attendiamo con ansia l'arrivo di una mitologica era dell'Aquario, un lungo periodo di pace, armonia e cooperazione tra i popoli destinato a cambiare il volto del pianeta. È dalla metà degli anni '60 che, tra premonizioni hippie e filosofie New Age, contiamo i minuti che mancano a questo futuro prossimo che ci compenserà di lunghi decenni di brutture globali. Grazie a una semplice rivoluzione celeste chiamata precessione degli equinozi, stelle e costellazioni ruoteranno lentamente intorno alla Terra, indipendentemente dal movimento annuale e diurno di questa, sul proprio asse e attorno al Sole. E il “cambiamento” sarà servito. 

In effetti, l'antipasto avrebbe già dovuto essere sulle nostre tavole. Secondo molti, infatti, l'anno della svolta epocale doveva essere il 2000, ma neanche avevamo finito di mettere a posto bottiglie e bicchieri del brindisi che un paio di aerei kamikaze piombavano sulle inermi Torri Gemelle e aprivano l'era delle intolleranze e dei terrorismi. Intolleranze e terrorismi che uniti a una nuova stagione di odi razziali sembrano aver proiettato la terra nella scena di un qualche apocalittico film di fantascienza. 

Pensate al bellissimo film di Alfonso Cuarón, I figli degli uomini. Il futuro prossimo è un concentrato di devastazioni sociali e ambientali, di ghetti-campi di concentramento per immigrati,  di bombe e immoralità istituzionale legalizzata, di sporcizia e natalità zero. E di eutanasia in forma di kit, il Quietus, che va a ruba come l'Amuchina da borsetta. È tanto diverso dal nostro presente? Se guardiamo un qualsiasi TG lo scenario è il seguente: guerre e guerriglie moltiplicate per talea, attacchi terroristici come cellule tumorali impazzite che generano nuove e inattese metastasi, sommosse, disordini, fanatismi che celebrano la violenza come unica arma di dialogo, diffuse involuzioni culturali, schiavismo come unica possibilità di lavoro. 

Vi sembra angosciante? Forse bisogna censurare queste righe com'è stato “censurato” un altro film, quel The Road di John Hillcoat, tratto dal romanzo di Cormack McCarthy giudicato troppo “angosciante” per essere distribuito nel resto del mondo per quel viaggio di un padre e un figlio tra i resti desolati di un'America sconvolta da un misterioso cataclisma.

Apriamo gli occhi e guardiamoci intorno. Quello che potrebbe turbarci in un film che non può uscire ce lo abbiamo già sotto gli occhi tutti i santi giorni. Dalla polveriera calabrese, alla demonizzazione a tutti i costi degli immigrati, dalle scellerate abitudini ambientali alle proposte di involuzione del sistema scolastico, la realtà sembra proprio l'antefatto di quei film tanto “angoscianti”.

A meno che non decidiamo di foderarci gli occhi di prosciutto e aspettare ancora questa benedetta Era dell'Acquario che metterà tutto a posto, dovremmo cominciare a far lavorare il cervello, a recuperare l'intelligenza perduta, a seguire una personale filosofia di vita che prescinde da slogan usurati e lanciati per creare determinati effetti, che ignora schieramenti e imposizioni e recupera il valore della libertà di scelta. Solo così potrà rinascere e germogliare un minimo di speranza e di luce per le generazioni future. E un po' anche per quelle presenti.