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Immagini in movimento

di Allison White 

 

Carnage

Regia: Roman Polanski
Con: Christoph Waltz, Jodie Foster, Kate Winslet, John C. Reilly

79 minuti per una lotta all'ultimo respiro. Gli sfidanti, due coppie i Longstreet, lei bohèmienne aspirante scrittrice e lui commerciante di pezzi di ricambio per bagni, e i più altezzosi Cowan, una broker in cariera e un avvocato squalo compulsivamente attaccato al suo telefono. L'oggetto del contendere, una lite scoppiata a scuola tra i rispettivi figli. In un appartamento di Brooklyn, frutto di un'ormai assestata gentrification, sfilano divergenze, dissapori, frustrazioni, pregiudizi, rancori, delusioni in un'escalation di urla e gesti. Irritante, catartica e (tragi)comica. Sembrava avere un piano preciso Roman Polanki, quando ha scelto di portare sullo schermo Il dio della carneficina, arcinota pièce teatrale della scrittrice e drammaturga francese Yasmina Reza, quello di rendere omaggio tra le righe a uno dei suoi idoli, Afred Hitchcok, ma soprattutto quello di riuscire a mettere in mostra le "facciate", qualunque forma assumano, e demolirle, dimostrando che nulla è mai come sembra. Il "Marcio", infatti, è ovunque e Carnage lo dimostra con la forza di quattro attori di razza e un'orchestrazione perfetta, che guida lo spettatore in un valzer di emozioni. E che suona tanto come una personale confessione di un essere umano, ormai abituato alla gogna mediatica, che per la sua versione dei fatti sceglie la forma di espressione che gli è più congeniale: dell'ottimo cinema.

 

 

Super 8

Regia: J.J. Abrams
Con: Kyle Chandler, Elle Fanning, Ron Eldard,
Noah Emmerich

Tutti conoscono Steven Spielberg e la sua "strabiliante" carriera. Tutti (o quasi) hanno almeno una volta nella vita, pur non essendo irriducibili fan della fantascienza e dintorni, hanno subito l'irresistibile fascino delle serie TV di quel piccolo genietto conosciuto come J.J. Abrams. Quando due eclettiche personalità s'incontrano, sospetto di furbetta operazionie di marketing a parte, ci si chiede cosa siano in grado di creare. La risposta è da cercare in Super 8, una favola futurista dal sapore vintage, che riporta alla mente E.T. e Incontri ravvicinati del terzo tipo, gradevole, pacata che non ha bisogno di stordire con enorme dispendio di effetti speciali. C'è una piccola cittadina dell'Ohio, l'inizio degli eighties, un disastro, strani fenomeni, e due ragazzini ignari e curiosi testimoni. E c'è anche un filo di ironia che stempera l'eccessivo citazionismo e la sensazione di un forte e chiaro déja-vu.

Crazy Stupid Love

Regia: Glenn Ficarra, John Requa
Con: Steve Carell, Ryan Gosling, Emma Stone, Julianne Moore

Quando sei tanto "fortunato" da sposare la fidanzatina del liceo, di esserne ancora innamorato dopo decenni, di aver creato con lei la famiglia perfetta, devi sapere che arriverà prima o poi un punto di non ritonro. Per il quarantenne Cal (Steve Carrell) è la scoperta di un'amara realtà: la sua adorata moglie Emily (Julianne Moore) ha un altro e vuole il divorzio. Come sfogare il dolore dell'improvvisa solitudine? Magari lasciandosi trascinare dalle avventure di un donnaiolo trentenne ancora in fase di crescita, che, insospettabilmente riporta tutto in equilibrio. Commedia corale, animata da un cast in grande spolvero, si distingue dal solito racconto di storie simili grazie alla sceneggiatura di Dan Fogelman in cui venogono esaltati vizi, manie, piccole ossessioni, creando piccoli bozzetti di vita, vignette esilaranti alle quali è impossibile resistere.

 

La pelle che abito

 Regia: Pedro Almodovar
Con: Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes, Blanca Suàrez

C'era una volta Pedro Almodovar: colorato, trasgressivo, provocatore, ironico, sempre in bilico tra comicità e kitsch. C'era una volta e, in fondo, c'è ancora, trasportato dai sacrosanti mutamenti che l'estro e la creatività acquistano con il tempo, senza sconfessare il passato ma adattandolo a nuove intuizioni. È il caso di La pelle che abito, horror-non horror, sulla storia di Robert Ledgard, chirurgo plastico che, in seguito alla morte della moglie per ustioni post-incidente stradale, studia la realizzazione di una "pelle sostituitiva". Quando ha bisogno di una cavia, la scelta è facile. E così il ragazzo che ha tentato di stuprare la figlia si trova al centro di una vendetta e in una radicale trasformazione. Ma non attendetevi un crudissimo episodio di Nip/Tuck. Almodovar sceglie un approccio asettico, chirurgico e preferiscce lasciare le atrocità fuori campo, lasciando che lo spettatore usi l'immaginazione.

 

Mozzarella Stories

Regia: Edoardo De Angelis
Con: Luisa Ranieri, Massimo Gallo, Andrea Renzi, Giampaolo Fabrizio
 

Una “commedia malavitosa a base di caglio”, ma anche di imprenditori frustrati, camorristi in libera uscita, invasioni cinesi, inni neomelodici e mozzarella di bufala sullo sfondo di una provincia alla deriva nella Campania (in)felix. È Mozzarella Stories, opera prima di Edoardo De Angelis, tenuta a battesimo da un padrino d'eccezione come Emir Kusturica, storia di Ciccio Dop, il signore incontrastato della mozzarella nel casertano, che vede il suo dominio minacciato e interrotto dall'arrivo di sinistri imprenditori cinesi e del loro prodotto "clonato", di grande qualità e prezzo dimezzato. Una esilarante lotta condotta a base di gag, personaggi iperbolici ma non troppo e uno sguardo ironico e realistico su una città e una provincia tristemente nota per attività criminali difficili da estirpare ma allo stesso tempo provvista di una tragica umanità.

 

 


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