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Letture per viaggiare o per sognare...
di Daniela Liucci
Stephen King – 22-11-'63 (SPerling & Kupfer)
Un'anonima e comune cittadina del Maine. Un portale temporale nel retro di una tavola calda che riporta al 1958. Intrighi. Azione. Suspance. Latente romanticismo e la possibilità di cambiare il corso della storia. Ha tutti gli ingredienti giusti per stupire e affascinare l'ultima, voluminosa opera del re del brivido Stephen King. Ma ha soprattutto la non comune abilità di ricreare, senza facile nostalgia e con cruda lucidità, un'epoca di cambiamento e resistenze. Le proteste afro-americane, la crisi missilistica con Cuba, l'inasprirsi del braccio di ferro con l'Unione Sovietica, il colpo di coda del maccartismo e l'avanzare della Camelot kennedyana, il rock'n'roll e il mito del bello e dannato, fluisce con naturalezza in una storia che, pagina dopo pagina, tiene con il fiato sospeso. Anche chi King è abituato a darlo per scontato.

Craig Thompson – Habibi (Rizzoli Lizard)
Epica, lungimirante, mastodontica. La nuova graphic novel di Craig Thompson è l'ideale prosieguo di Blankets. Il vivido ritratto di una società nel suo strano incrocio tra fede, moralismo, liberazioni, tragedie e scoperte applicata al “cristianesimo” viene trasportato a Est, nel vicino oriente e applicato alla civiltà musulmana. Habibi, che in arabo vuol dire “mio amato”, è una favola complessa che sovrappone atmosfere da mille e una notte, leggenda, cronaca, analisi sociale, contraddizioni e timori di un popolo in bilico tra tradizione e desiderio di occidentalizzazione. Ed è una dolce storia d'amore, quella tra Dodola e Zam, due esseri umani marchiati a fuoco dalla propria condizione sociale, ma in grado di attraversare innumerevoli stagioni con la forza di un sentimento assoluto e liberatorio.
Aimee Bender – L'inconfondibile tristezza della torta al limone (Minimum Fax)
“La stanza si riempiva del profumo di burro e zucchero e limone e uova che si riscaldavano, e alle cinque il timer suonò, così tirai fuori il dolce e lo posai sui fornelli. La casa era silenziosa. [...] Lo ricoprii completamente con il cioccolato. Me lo infilai tutto quanto in bocca”. Un ordinario martedì pomeriggio, alla vigilia del nono compleanno, la piccola Rose Edelstein scopre che un dolce pereparto con amore può metterla in contatto con le emozioni della madre. E che il suo sapore non è affatto dolce. L'inconfondibile tristezza della torta al limone è una storia malinconica che parla di empatia, scoperte, rivelazioni, rivestita di realismo magico e puntellata di gocce di surrealismo. E di un modo delicato e originale di indagare nei rapporti umani.

Michel Rostain – Il figlio (Elliot)
Ci sono dolori che nessun essere umano dovrebbe mai provare. Dolori profondi, laceranti e inspiegabili come quello di un genitore che perde il proprio filgio. Il regista teatrale francese Michel Rostain ne ha sperimentato tutte le atroci sfumature quando il suo Lion, a soli ventuno anni, è stato portato via da una meningite fulminante. E quasi per istinto le ha messe nero su bianco in un libro che ha un enorme volore terapeutico anche per chi lo legge. Ci sono le emozioni, contraddittorie, prodonde, ci sono i ricordi – belli e brutti – di una vita, ci sono dubbi e interrogativi, una difficile rassegnazione. E c'è la voce di quel ragazzo, tenera, dolcemente ironica e disarmante. Per cantare quello che, nonostante, tutto è un insolito e ricco inno alla vita.
Jean d'Ormesson – Che cosa strana è il mondo (Barbès)
La storia del mondo attraverso i suoi fondamentali interrogativi. Esiste un Dio? Come si è generato l'universo? Cos'è il nulla? Cosa c'è dopo la morte? Jean d'Ormesson, membro dell'Académie française, cerca di rispondere attraverso le teorie, le ipotesi, i suggerimenti e le speculazioni che, nei secoli, sono stati proposti dalla filosofia, costruendo una sorta di saggio-romanzo poco accademico e molto coinvolgente, comprensibile anche da chi certe domande non se le è mai poste. La prosa frammentata, asciutta, ha un suo ritmo coinvolgente e a tratti molto poetico, tale da non lasciare indifferenti. Le risposte, com'era prevedibile, non arrivano, ma la consapevolezza che la vita dopotutto è un gran bel viaggio, diventa una concreta evidenza. Quanto basta a non perdere le speranze e cedere al nichilismo.
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