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Letture per viaggiare o per sognare...
di Daniela Liucci
Nicolas Barreau – Tu non sei come le altre madri (Edizioni E/O)
Ci sono romanzi che diventano casi letterari senza una razionale spiegazione. E ci sono romanzi che lo diventano per il semplice, ma fondamentale motivo di essere portatori sani di buonumore e appagamento. Prima di tutto con se stessi. Se poi hanno quel pizzico di sense of humour che non guarsta mai, quel retrogusto di serendipity in grado di colorare anche le giornate più grigie, ricette à go-go e una romantica suspance tra le strade di un'incantevole Parigi, il gioco è fatto. Consapevole o meno del passaparola generato, lo scrittore franco-tedesco Nicolas Barreau attira grazie ai dettagli, lascia che il lettore s'immerga, testa compresa, nella vita della solitaria e triste Aurélie Bredin, ritrovatasi per caso insieme al suo ristorante al centro di un romanzo, un altro, e destinata a ritrovare le gioie della vita grazie a un misterioso e irraggiungibile scrittore inglese.

Donald Ray Pollock – Le strade del male (Elliot)
Si ritorna a Knockemstiff, Ohio, cuore degli Stati Uniti d'America. Donald Ray Pollock, da molti osannato come il Truman Capote della presente generazione, non sa staccarsene. La sua penna è quasi perversamente attaccata a quei luoghi remoti, inesplorati, anomini, diversamente modellabili eppure tanto comuni. Quei luoghi in cui i concetti di bene e male si confondono e incrociano dando vita a indecifrabili ibridi. Tra le “strade del male” che li popolano i personaggi più (stra)ordinariamente assurdi: killer part-time, forze dell'ordine corrotte, strani predicatori, coppie assassine, e piscopatici di ogni foggia. Il contorno ideale per la vita di Arvin Eugene Russell ignaro spettatore di una serie di strani e macabri avvenimenti che decimano la sua famiglia e uomo che dovrà imparare a contare su se stesso.
David Nicholls – Le domande di Brian (Beat)
Se avete amato Un giorno, non potrete fare a meno di rimanere incantati da Le Domande di Brian, esordio letterario di David Nicholls. E scordate che il libro, in fondo, ha molti anni (lodi alla Beat per la sua stupenda opera di ripubblicazione di libri “dimenticati”) e scordate di aver visto – se lo avete visto – l'adattamento cinematografico (Il quiz dell’amore di Tom Vaughan). Qui abbiamo tutto ciò che serve per una lettura appassionante, humour wit tipicamente britannico, un diciottenne avido di conoscenza da catalogare alle prese con la scelta dell'università, la conquista dell'amore, sotto forma di una giovane donna dalla non comune intelligenza, un quiz a premi e la seconda metà degli affascinanti e contraddittori eighties. Un cocktail perfetto da assaporare lentamente. Effetti collaterali compresi.

David Lipsky – Come diventare se stessi (Minimum Fax)
“Sai, fra i venti e i trent’anni ho passato un periodo tremendo. Pensavo: No, no, sono uno scrittore geniale, tutto quello che scrivo dev’essere geniale, bla bla bla bla, e ho passato tre o quattro anni totalmente chiuso in me stesso, infelice. Ecco, per me il semplice fatto di non ripassare per quella fase lì vale tutti i soldi del mondo. Mi rendo conto che sembra una fesseria buonista o una dichiarazione fatta apposta per i media. Ma è la pura verità”. Era il 1996 e la rivista Rolling Stone commissiona a David Lipsky un'intervista a uno scrittore già leggendario, David Foster Wallace. Lipsky trascorre con lui l'ultima parte del tour promozionale di Infinite Jest e ne restituisce al mondo un ritratto a tutto tondo, che riesce a descrivere in profondità un animo tormentato. Un libro che lascia da parte ogni forma di editing e viene presentato come un lungo flusso di coscienza, nelle sue pause e divagazioni. Il miglior omaggio possibile a un grande scrittore contemporaneo, scomparso troppo presto.
Paula McLain – Una moglie a Parigi (Neri Pozza)
“Se hai avuto la fortuna di vivere a Parigi da giovane, dopo, ovunque tu passi il resto della tua vita, essa ti accompagna perché Parigi è una festa mobile”. Ernest Hemingway non aveva dubbi. La Parigi vissuta da giovane, squattrinato e felice era il luogo in cui rifugiarsi quando nella sua testa facevano capolino i nuvoloni neri della depressione. Accanto a lui in quegli anni, la sua prima moglie, Hadley Richardson, una figura che sulla sua vita e sulla sua carriera ha avuto un profondo e spesso sottovalutato impatto. A lei, silenziosa ma determinata, innamorata e combattiva, docile ma pronta ad affrontare ogni scomoda verità, Paula McLain dedica un romanzo biografico, azzardatamente scritto in prima persona, in cui cerca fedelmente di ripercorrere la storia e l'aria che si respirava alla fine degli anni 20 in una Parigi sopravvissuta alla prima guerra mondiale, popolata da quella che Gertrude Stein definiva una “generazione perduta” di scrittori e ricca di grandi suggestioni.
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