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 Letture per viaggiare o per sognare... o per immaginarsi in luoghi lontani dal quotidiano, slegati dai doveri e in balìa dei piaceri. La redazione di Suitecasemagazine.com vi regala i biglietti...

 

Jonathan Lethem – La fortezza della solitudine  (Marco Tropea, 2004)

Il dualismo è dalla notte dei tempi uno dei temi che affascinano l'umanità: bianco e nero, buio e luce, pieno e vuoto, bene e male... E il dualismo è il cuore pulsante di La fortezza della solitudine, quello che nelle intenzioni del suo autore, Jonathan Lethem, doveva essere il suo “grande romanzo americano”. È invece la storia lunga, sincopata e quasi autobiografica di Dylan Ebdus, bambino bianco in un sobborgo di Brooklyn abitato da afroamericani tra cui il suo amico Mingus Rude, tanto distante eppure tanto vicino.È la storia della gioventù americana tra gli anni Sessanta e Novanta, alla ricerca di se stessa tra fumetti, supereroi, miti della blaxploitation, jazz, funk e un genere in ascesa, il rap. Ed è la storia di Brooklyn con le sue tipiche case di mattoncini e il suo lento processo di gentrification. Un libro tanto affascinante e apparentemente complesso che vi rapirà, a tratti vi annoierà, vi commuoverà e - comunque - vi soddisferà.

(Daniela Liucci)

 

 

Jeffrey Eugenides – Middlesex   (Mondadori, 2003) 

Visto che in autunno lo scrittore americano Eugenides pubblicherà il suo attesissimo nuovo libro, The Marriage Plot, dopo ben otto anni di assenza, l'occasione sembra appropriata per rispolverare il suo precedente e incredibile Middlesex. È una sorta di romanzo di formazione incentrato sulla vita di un ermafrodita, nato negli Stati Uniti da una famiglia di immigrati greci. L'avventurosa storia della famiglia si intreccia con quella dell'ermafrodita e la sua ricerca di un'identità sessuale, esplorando il modo in cui la cultura determina l'identità di genere. Così avvincente che si mormora che la rete televisiva HBO vorrebbe farne presto una serie televisiva.

(Barbara Pantanella)

 

 

Patti Smith Just Kids (Feltrinelli, 2010) 

“Non era sicuro di essere una persona buona, oppure una persona cattiva; né di essere altruista; né di essere demoniaco. Di una cosa però era certo. Era un artista. E di quello mai avrebbe chiesto scusa”. Passione. Passione è una parola abusata e male usata. Che fastidio sentire persone che pronunciano “passione” ma in realtà stanno dicendo “hobby”. La Passione è fuoco: scalda, ma brucia anche. La Passione fa male. La Passione ce l'hanno solo gli artisti veri. Just Kids è una storia di Passione e di artisti veri. Quelli che non chiedono scusa per essere belli, scandalosi, giovani, vivi. Quelli come Robert Mapplethorpe, che se non era già la vostra “passione”, dopo averlo visto con gli occhi di Patti Smith lo diventerà.

(Letizia Bognanni)




Roddy Doyle – La donna che sbatteva nelle porte(Guanda, 1997) 

Paula Spencer è una giovane donna fragile, indifesa e vittima delle violenze di un marito che si nutre del potere di generare sofferenza... La donna che sbatteva nelle porte non è propriamente un libro da ombrellone, ma è sicuramente uno dei pochi in cui uno scrittore di sesso maschile riesce a cogliere e delineare con profonda sensibilità i sottili meccanismi psicologici dell'universo femminile, e ce lo dimostra impersonando la protagonista che è anche la voce narrante del libro. Roddy Doyle riesce a far sentire la solitudine di Paula, la sua impotenza, il suo freddo interiore ed esteriore, la sempre più crescente consapevolezza dell'odio cui può giungere un uomo e la disperata volontà di rivalsa cui può giungere una donna.

(Monica Gardellini)

 

Umberto Eco Il cimitero di Praga (Bompiani, 2010)

Eco non è mai semplice da leggere, la lingua italiana nelle sue mani diventa un labirinto inesplorato e pieno di sorprese, difficile trovare la via d’uscita, si corre il rischio di restare impelagati in una trama fitta e avvincente. Il suo Il cimitero di Praga, nonostante le inutili polemiche su una presunta istigazione all’antisemitismo, non tradisce le aspettative: ci sono tutti gli ingredienti necessari a renderlo un appassionante romanzo d’appendice, con personaggi inquietanti e misteriosi e dettagli forti e raccapriccianti. I fatti raccontati sono realmente accaduti e così capita che il protagonista, un falsario di dubbia moralità, si imbatta in un “certo” dottor Freud o si legga di un abate che muore due volte, gesuiti, massoni, cadaveri nascosti in una fogna parigina. Il risultato è una lettura comunque fluida e mai noiosa. Anche quando il mood estivo vorrebbe “intrappolarci” sotto un ombrellone a sfogliare solo riviste di gossip...

(Valentina Cecere)

 

 

 

 

 

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