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Letture per viaggiare o per sognare...
di Daniela Liucci
Peter Murphy – John il visionario (Fazi)
L'educazione del piccolo John Devine passa per una singolare forma di solitudine. Incastonato nei paesaggi rurali dell'Irlanda meridionale, avvolto dall'amore per una madre single dalla salute incerta, bigotta e fumatrice accanita, e dalla vicina impicciona Mrs. Nagle. Solo l'arrivo di un “giovane Holden” libero e sperimentatore, il bad boy Jamey Corboy, riesce a svegliarlo da un eterno torpore aprendolo a un mondo di possibilità e scoperte, ma anche di scelte morali. Lontano dal solito romanzo generazionale, l'esordio dell'ex giornalista musicale Peter Murphy è un concentrato (im)perfetto di minimalismo, musicalità, originalità nella costruzione dei personaggi e assoluta brillantezza narrativa.

Mark Watson – 11 (Einaudi)
Londra, febbraio. Tutto è coperto da un mantello di neve, tutto è reso immobile dal ghiaccio. È notte e Xavier Ireland è al microfono della radio ad accogliere i monologhi notturni dei suoi tormentati e insonni ascoltatori con le loro speranze, le loro frustrazioni e i loro rimpianti. E a confrontarsi con i propri. Undici esistenze legate dal doppio filo che lega scelte e conseguenze, una rete di cause ed effetti sospesa nell'eterno dilemma della voglia di migliorare se stessi, un fiorire di progetti che fanno conti con le imperfezioni e i punti oscuri. Chi è abituato al Mark Watson comico, troverà questa sospensione tra poesia e introspezione spiazzante, ma non potrà non essere rapito dal suo silenzioso fascino.
Arne Bellstorf – Baby's In Black. The Story of Astrid Kirchherr & Stuart Sutcliffe (Self Made Hero)
Dimenticate il fatto che Suart Sutcliffe sia passato alla storia come il quinto Beatles, quello innamorato dell'arte che suonava di spalle. E dimenticate anche, per un istante, la fotografa Astrid Kirchherr nei panni di intuitiva lookmaker. Baby's in Black, biografia grafica in bianco e nero nata dalla matita della tedesca Arne Bellstorf è una malinconica storia d'amore, quella tra un giovane musicista in cerca di definizione e un'aspirante artista pronta a rimettere in gioco il cuore. L'incontro, come nella migliore tradizione romantica, avviene ad Amburgo nell'ottobre del 1960 in un piccolo club in cui si esibisce la band di Liverpool agli esordi. Da quel momento due vite s'intrecciano e si affidano al destino. Una storia già raccontata, narrata da un punto di vista insolito: quello personale, intimo della stessa Astrid, che la Bellstorf ha raccolto in numerose interviste.

Castle Freeman – Via con me (Marcos y Marcos)
Tutta questione di ritmo. Di velocità. Di brevità. Tutte caratteristiche che infiammano da sempre la scrittura della scrittrice americana Castle Freeman e che si manifestano, puntuali e travolgenti in una black comedy che esplora i meandri del male compiendo un adrenalinico giro sulle montagne russe stagliate contro i paesaggi grigi del Vermont. Su una carrozza c'è l'attraente e terrorizzata Lilian. In quella opposta il suo persecutore, il minaccioso e misterioso Blackway. Nel mezzo uno sceriffo menefreghista, due sgangherati angeli custodi, un coro, ispirato al teatro greco, di “sciroccati” che formano una coscienza collettiva e dialoghi fulminei, irriverenti, contagiosi e ricchi di sottile humour.
Mathias Enerd – Zona (Rizzoli)
Un libro, un'esperienza. E un viaggio in certa letteratura classica che elimina il confine tra scoperta esteriore e interiore. Nella mastodontica e ambiziosa opera di Mathias Enerd c'è Proust, c'è Omero e c'è un viaggiatore solitario, Francis Servain Mirkovic, una spia che decide di concludere la sua pericolosa carriera dopo l'ultima missione. Antieroe poliedrico in cerca d'identità fissa. Ma una vita di partenze, arrivi, incroci, travestimenti, chilometri macinati, conflitti etnici e internazionali, di pellegrinaggi per il bacino del Mediterraneo, di volti trovati e perduti, idee, eventi epocali e tragedie, viene a tormentarlo come il peggiore degli incubi. Al quale sembra impossibile sfuggire. Enerd non tralascia nulla, la storia - quella dell'ultimo mezzo secolo - entra da protagonista, le vicende personali la assorbono, la prosa sperimenta. E il lettore, gradisce.
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