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Immagini in movimento
di Eleonora Saracino e Daniela Liucci
L’onda
Regia: Dennis Gansel
Con: Jürgetn Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Urlich

Un romanzo, un racconto, un film per la TV. A L’Onda, già declinata in queste tre differenti forme narrative, Dennis Gansel si è ispirato portando sullo schermo una storia quasi vera (l’epilogo nella realtà fu, fortunatamente, meno tragico) sulla scorta di un esperimento condotto in California nel 1967. In un liceo tedesco un professore progressista, per spiegare agli studenti la dittatura, istituisce in classe un vero e proprio regime: uniformi, codici di comportamento, gesti di riconoscimento. In questa sorta di microcosmo fondato sull’obbedienza e la disciplina i ragazzi iniziano, giorno dopo giorno, ad adeguarsi; sulle prime in modo apparentemente innocuo, poi l’esaltazione prende il posto del semplice svolgimento di un compito. Gansel costruisce il film in un crescendo di tensione, sta addosso ai protagonisti cogliendone i progressivi cambiamenti, il mutare della loro espressione per misurare, nel tempo, il crescere di quell’intolleranza che (troppo) facilmente si trasforma in odio. Senza scivolare sul terreno vischioso della retorica ma attenendosi ad una narrazione asciutta, anche se mai fredda, L’Onda scuote e fa riflettere. L’orrore di cui è capace un essere umano non conosce tempo, né luogo e, gli errori del passato, sembrano sbiadire di fronte alla possibilità di esercitare il potere verso (e contro) i propri simili poiché, come disse Gandhi, “la violenza da parte delle masse non eliminerà mai il male”. Un film da non perdere. (Eleonora Saracino)

The Wrestler
Regia: Darren Aronofsky
Con: Mickey Rourke, Marisa Tomei, Evan Rachel Wood
Fragilità. È questa la prima parola che viene in mente mentre scorrono le immagini di The Wrestler, film con cui Darren Aronofsky torna alla regia dopo la pausa visionaria di The Fountain – L’albero della vita. La storia è quella di Randy “The Ram” Robinson, wrestler di successo negli anni ’80 ed essere umano solo e tormentato nel presente. Fragilità, dicevamo, della vita, dei rapporti, del corpo. Fragilità che traspare da una lunga sequenza iniziale in cui il vecchio campione, quasi rispettosamente, viene ripreso di spalle per poi mostrare i segni del tempo. E che traspare anche in tutte le sue sfumature, negli occhi e nel volto deturpato (non per esigenze di copione) di Mickey Rourke che celebra un doppio riscatto dentro e fuori dal set. (D.L.)

Nemico Pubblico N. 1: L’istinto di morte
Regia: Jean-François Richet
Con: Vincent Cassel, Cécile De France, Gerard Depardieu
Jacques Mesrine, per chi non fosse un appassionato di cronaca nera, fu uno dei più noti criminali di Francia, colui che per tutti gli anni ’60 e ’70 voltò consapevolmente le spalle al sistema e ne costruì uno nuovo, fatto a sua immagine e somiglianza. Le regole erano semplici: truffare, sparare e stupire, con un trasformismo degno dei migliori showman. Jean-François Richet ha l’arduo compito di portare la sua storia sul grande schermo, scegliendo una narrazione divisa in due film, indipendenti l’uno dall’altro, e uno stile da perfetta crime story, à la De Palma. Il tocco vincente? Un Vincent Cassel, camaleontico e intenso, che buca lo schermo. (D.L.)

Frozen River - Il fiume della paura
Regia: Courtney Hunt
Con: Melissa Leo, Misty Upham, Charlie McDermott
Ray (Melissa Leo), madre e moglie in serie difficoltà economiche, si ritrova a subire le conseguenze della sfrenata passione per il gioco del marito fuggiasco. Lila (Misty Upham), vive in una riserva e cerca disperatamente di ritrovare il figlio che le è stato sottratto. Quando Lila tenta di rubare la macchina a Ray, le due cominciano a trafficare lavoratori clandestini attraverso la distesa di ghiaccio del St. Lawrence River che fa parzialmente da confine tra USA e Canada. Minimalista e asciutto, nella fotografia e nella sceneggiatura, Frozen River è una toccante meditazione sui problemi della società e sulle ragioni che nella vita lasciano da parte l’etica a favore della sopravvivenza. (D.L.)

La verità è che non gli piaci abbastanza
Regia: Ken Kwapis
Con: Jenifer Aniston, Scarlett Johansson, Drew Barrymore
Gigi (Jennnifer Goodwin) è innamorata del disinteressato Conor (Kevin Connolly). Per conquistarlo chiede consiglio al di lui migliore amico e finisce per prendere una cotta anche per quest’ultimo. Dal canto suo, Conor è infatuato di Anna (Scarlett Johansson), aspirante cantante che ha una storia con lo sposatissimo Ben (Bradley Cooper). Beth, migliore amica di Gigi, cerca invano di farsi portare all’altare dal suo storico boyfriend. Infine, c’è Mary che sperimenta, con poco successo, l’amore via social network. L’intreccio di ossesioni-compulsioni sentimentali è al centro del film che Ken Kwapis ha tratto dal libro di Greg Behrendt e Liz Tuccillo, realizzando una sorta di zuccheroso Sex & The City per uomini e donne, che gioca con gli stereotipi tanto da rimanerne intrappolato. (D.L.)
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