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Sintonizzati sulle frequenze giuste! E scopri le gemme "nascoste" del 2011...
di Barbara Pantanella
Blood Orange – Coastal Grooves (Domino)
Devonté Hynes, per gli amici Dev, fino all'anno scorso faceva musica con il nome d'arte di Lightspeed Champion mescolando sacrilegamente musica classica e surf pop. Prima ancora era stato membro del gruppo punk-dance dei Test Icicles. Quest'anno è diventato Blood Orange e nel suo album Coastal Grooves sembra una versione di Prince che abbia preso troppi psicofarmaci e che invece di pavoneggiarsi sul palco abbia deciso di restare a casa a suonare nella sua cameretta. Il che non vuol dire che Coastal Grooves (pubblicato la scorsa estate) con le strane melodie cinesi infilate qua e là, non sia un album stranamente affascinante e interessante. Almeno quanto lo è il caro Devonté, che una ne pensa e cento ne fa: dopo aver praticamente messo le mani ovunque nella scena indie, scrivendo anche canzoni per Florence and the Machine, Basement Jaxx e Chemical Brothers, adesso sta per espandersi anche nel mainstream, producendo nientemeno che il prossimo album di Solange Knowles, la sorella di Beyoncé. Tra miliardi di progetti, colonne sonore e produzioni di altri artisti, Devonté trova anche il tempo di pubblicare raccolte di comics realizzate insieme ad altri musicisti o di scrivere racconti. A noi basta che non sottragga troppo tempo alla sua musica, e siamo contenti.
The Daredevil Christopher Wright – The Longsuffering Song EP (Amble Down Records)
I The Daredevil Christopher Wright sono tre tizi che vengono da un posto sperduto nel Wisconsin. Sono bravi da morire e non si capisce proprio come mai i loro colleghi come Bon Iver o Iron & Wine, a capo del movimento indie folk, siano diventati strafamosi mentre loro no. Aspettando che il tempo metta fine a questa ingiustizia, godiamoci il loro EP di cinque pezzi di folk sognante ed etereo. Li hanno talmente curati e realizzati con amore da farli diventare cinque gioiellini. Che accompagnerano con dolcezza e delicatezza anche il più chiassoso giorno di festa.
I Break Horses – Hearts (Bella Union)
Pubblicati da Bella Union, etichetta discografica fondata da una leggenda come Robin Guthrie dei Cocteau Twins, gli I Break Horses sono un duo svedese che ovviamente si ispira largamente al sound del pop più etereo degli anni 80. Il loro debutto, Hearts, è un disco fatto per ipnotizzarci e portarci nelle rarefatte e immaginifiche atmosfere nordiche o, a scelta, in una dimensione in cui la realtà e i sentimenti sono ovattati come la voce di Marie Linden, ma anche incredibilmente presenti e pulsanti. Regalando un diffuso e salutare stato di grazia a chi ascolta.
John Maus – We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves (Upset The Rythm)
I suoi primi album sono stati derisi dalla critica. L'ultimo, We Must Become The Pitiless Censors Of Ourselves, invece, è stato accolto come un capolavoro, geniale e sovversivo. Tanto che John Maus, con le sue acute analisi sociologiche, è diventato una sorta di guru. Con un pomposo sound pesantemente eighties e i sintetizzatori onnipresenti, vi piacerà se siete già fan dell'amico fraterno di John Maus, Ariel Pink. In caso contrario vi l'ascerà l'ebbrezza di un intrigante viaggio in una notte molto buia e molto tempestosa. E, ovviamente, dark.
Austra – Feel It Break (Domino)
Austra, ovvero come mettere insieme musica dance e tragedia, canzoni oscure e con un forte senso di teatralità che però fanno venire voglia di muoversi. A guidare gli Austra è la canadese Katie Stelmanis, ex cantante d'opera con una passione per il gotico. Che sfoga tra sontuosissimi vocalizzi e melodie malinconicamente dark, atmosfere lugubri e paesaggi ariosi. Un mix già rodato e proposto da numerosi altri artisti, ma affascinante nella sua declinazione più artsy. Se ancora non vi siete persi negli incubi di Austra è il caso di recuperare questo fantastico e straniante album.
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