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Cinema, moda, tv: la vecchiaia è la nuova giovinezza


di Letizia Bognanni


Devo fare l'esame di letteratura contemporanea. Che bello, penso mentre mi accingo a scoprire il programma, chissà che interessante il corso monografico, sarà su Moravia? Pasolini? Calvino? I miei entusiasmi si infrangono miseri sulla guida dello studente: il corso verte su... Pascoli! Ma del resto, ingenua me, cosa avrei dovuto mai aspettarmi da un professore anagraficamente più prossimo al poeta del fanciullino che al fanciullino che egli stesso fu? E intanto gli assistenti “volontari” compiono quarant'anni, i rettori ottuagenari festeggiano il nono mandato, i concorsi per giovani addetti stampa vengono vinti da settantottenni, e gli studenti imparano Manzoni da gente che ci è andata a scuola insieme. Con tutto il rispetto, questo è un paese per vecchi, altroché se lo è! Ma proviamo a vedere il lato positivo: per una volta, l'Italia fa tendenza. La gerontofilia è il nuovo nero. Dove? Dappertutto.

 

La musica

Ma il rock non era una cosa da giovani? Pare proprio di no. Per ogni acneico Justin Bieber c'è un Bob Dylan che compie settant'anni e non ha nessuna intenzione di appendere la chitarra al chiodo, un Vecchioni che vince Sanremo con l'unica canzone “giovane” del festival, un Dave Gahan che si augura di non finire come Mick Jagger ma intanto anche lui ha i suoi bei cinquant'anni. E allora non ci resta che prepararci ai concertoni (Lou Reed. Ringo Starr. L'immancabile “eeeh già” Vasco.) ballando sulla hit dell'estate (Bob Sinclar featuring l'immarcescibile Raffaella Carrà. Nemmeno il trash conosce limiti di età) e discutendo dell'album più atteso dell'anno, Suck It And See degli Arctic Monkeys, che di anni ne hanno venticinque ma, evidentemente, vorrebbero averne sessantacinque.

 

Lo schermo

Grande o piccolo, il succo è lo stesso: la ruga è telegenica. La vita comincia a cinquant'anni con il primo oscar, come insegna il buon Colin Firth, per non parlare del plauso incondizionato e della palma d'oro a prescindere che ti toccano se sei un anziano eremita con un film sulla morte e i dinosauri (momento polemico: e perché niente palma a quell'adorabile, lui sì, vecchietto di Michel Piccoli?)! A proposito di adorabili vecchietti, passiamo alla TV e alzi la mano chi non ha mai pensato che il personaggio più sexy di Fringe non sia Peter ma quel fattone di suo padre Walter. E visto che le genti di televisione non sono certo gli ultimi degli sprovveduti, fiutato il businness giù a spulciare le vecchie rubriche per richiamare al lavoro glorie seriali d'antan come Tom Selleck, integerrimo capofamiglia e capodipartimento di polizia in Blue Bloods. Per non parlare delle peripezie dell'aspirante mangiauomini tardona Courtney Cox AKA Jules di Cougar Town, musa ispiratrice di tutte le cinquantenni con la “sindrome da Samantha di Sex & The City” (fantastica pioniera sempre nei nostri cuori).

 

Fashion

Dite il nome di una top model di oggi. Dai, forza. Niente? Dopo Gisele la desolazione? Devono pensarla così anche stilisti e manager di case cosmetiche, visto che sempre di più, sfogliando le pagine di pubblicità delle riviste, sembra di essere nel 1990. Claudia, Naomi, Linda, perfino Twiggy, la fanno ancora da padrone, e danno punti a tante smunte adolescenti, per non parlare della sempre grunge-sex-drugs-rock'n'roll Kate Moss, icona inarrivabile dello stile young strappato con stile anche all'ombra degli -anta. Ma c'è chi va ancora oltre, per esempio il fotografo Jean-Francois Aloisi, che usa modelli molto anziani e molto trendy, praticamente i nonni che tutti vorremmo, per servizi che nulla hanno da invidiare a quelli “veri”.

 

Impegno

Gli inglesi che, diciamolo, sono sempre avanti, sui vecchietti arzilli a cui non la si fa ci hanno costruito un genere cinematografico, che va da Svegliati, Ned! a Holy Water, passando per Calendar Girls. E proprio dalla storia delle signore dello Yorkshire che si mettono in posa per una buona causa sembra aver preso ispirazione l'attivista Erika Biddle, che ha riunito quindici donne fra i 44 e i 78 anni e le ha fatte posare senza veli per il suo calendario ecologista. Insomma, vecchio è bello, le rughe sono solchi di saggezza e chi ancora non ce le ha le vorrebbe per essere “cinematograficamente più forte” (Rosario Dawson e Vittoria Puccini docent), dobbiamo andare fieri dell'età che abbiamo! Tutto vero e tutto giusto e sacrosanto, però le gioie della pensione? Lasciare il posto a chi magari è meno saggio ma ha davanti a sé tutto il tempo per diventarlo? Vivere la vecchiaia inseguendo la giovinezza è triste, vero. Ma vivere la giovinezza inseguendo la vecchiaia? Non è che, per dirla alla maniera attempata, si stava meglio quando si stava peggio?

 

 


 

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