Bologna: colori che raccontano storie PDF Stampa E-mail

Una appassionante giornata tra gli stand della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, tra innovazioni e sorprese che piacciono anche ai “grandi”... 


di Massimiliano De Ritis


Le fiere sono spesso un momento utile per sentire il “polso” di un settore, ma anche per confrontarsi con altre realtà, con altri mercati. Da questo punto di vista la Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna non fa alcuna eccezione. L'edizione del 2011, appena trascorsa, ha messo a confronto editori, autori, illustratori, insegnanti, ma anche semplici appassionati, per fare il punto e cogliere le nuove energie e i migliori talenti in circolazione. Massima attenzione è stata riservata a ogni passaggio che porta il libro - dall’idea alla realizzazione – nelle mani dei giovani lettori. Lettori attentissimi, sia alla forma che ai contenuti, per cui la sperimentazione e l'innovazione sono un valore aggiunto, molto più che per altri segmenti di pubblico.

 

L'efficacia del messaggio oltre la forma

Sbirciando tra gli stand dei 1.200 espositori (di cui oltre 1.100 esteri, da 65 Paesi), l'impressione che se ne ricava è quella di una mutazione continua, alla ricerca di storie affascinanti per i più piccoli, ma che non mancano di affascinare anche i più grandi, sia per il loro linguaggio universale che per la semplicità (e spesso l'efficacia) del “messaggio” che contengono. Come ogni anno, la Fiera ospita una corposa e seguitissima Mostra degli Illustratori, vero cuore pulsante della manifestazione. Si ha così l'occasione per osservare da vicino, nello stesso luogo fisico, opere provenienti dai quattro angoli del pianeta: Giappone, Francia, Australia, Corea, Argentina, sono alcuni dei Paesi che riguardano le opere selezionate (76 artisti su 2836 candidature) e testimoniano ancora una volta l'enorme varietà di stili e culture visive di riferimento. In evidenza, nel corso di questa edizione, segnaliamo Jutta Bauer (1), vincitrice nel 2010 del Premio Internazionale Hans Christian Andersen, e Philip Giordano, vincitore del primo Premio Internazionale di Illustrazione, a cui è stata dedicata un'apposita sezione negli spazi della Fiera.

 

Fame di informazioni...

Le novità riguardano naturalmente anche gli editori italiani. È il caso di Gallucci, che porta in fiera il suo Libro nero dei colori, un piccolo capolavoro da leggere con gli occhi e con le dita. Orecchio Acerbo , editore romano il cui stand è sistematicamente preso d'assalto per toccare con mano e sfogliare gli albi freschi di stampa e che presenta due titoli per raccontare storie dedicate alla fascia di età che va dai 3 ai 6 anni, utilizzando il fumetto d'autore con due firme d'eccezione: Art Spiegelmann (Jack e la scatola) e Jeff Smith (TopoLino si prepara). Un altro stand che attira molto la curiosità del pubblico è quello di Topipittori, che inaugura la collana Graphic de Gli anni in tasca con Giulia Sagramola: la giovane autrice racconta i suoi primi dieci anni di vita con uno stile fresco e condito di leggerezza e ironia. C'è anche un gradito debutto nel mondo dell'editoria per ragazzi: Becco Giallo, soggetto emergente che ha lasciato per qualche giorno le sue graphic novel di impegno civile per lanciare una sua nuova collana, Critical Kids, finalizzata a educare i più piccoli in modo piacevole e a ragionare su argomenti normalmente ostici e antipatici perché considerati troppo “da grandi”. Nonostante lo spauracchio della “crisi”, che serpeggia nelle conversazioni e troppo spesso rappresenta un alibi alla mancanza di innovazione, da questa Fiera del Libro per Ragazzi emerge quindi un panorama quanto mai vivo e pieno di invenzioni e innovazioni. Per usare le parole della scrittrice israeliana Nurit Zarchi, “Cambiano il senso del tempo, i modi per dire le cose, ma quella che resta invariata è la fame di informazioni dei bambini.”


 

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