
Immediato e contagioso, Twitter è il social network che ha conquistato le celebrities. Anche le più insospettabili...
di Silvia Fossati
Gli amici su Facebook? Roba da (quasi) archiviare. Perché avere degli amici quando si possono avere dei “seguaci” anche se non si è il fondatore di una nuova religione? Le riviste di gossip? Contenitori di informazioni di seconda mano. Perché, infatti, trarre supposizioni da foto sfocate quando molte star hanno scelto di aggiornare il mondo via web con la regolarità di un orologio svizzero? Impossibile? No, se avete familiarità con il mondo di Twitters e Followers. Non parliamo di due tribù di alieni venuti con bellicose intenzioni a occupare le nostre case, ma gli utenti (non chiamateli mai così!) di Twitter, social network che sta prepotentemente conquistando il web 2.0 a colpi di brevi messaggi di testo di 140 caratteri al massimo.
Cinguettiamo allegramente
"Che fai?" La domanda è chiara e semplice ed esige una risposta, o risposte multiple spalmate nel corso di un’intera giornata tramite messaggio da web o da cellulare, in un vortice di piccoli cinguettii (dall’inglese “to tweet”) che giorno dopo giorno sono diventati quasi un coro polifonico di milioni di voci. Immaginate un server che raccoglie tutti gli sms, mandati ad amici e parenti o soltanto postati per far conoscere al mondo le proprie “coordinate” in ogni singolo minuto di una lunga giornata, ordinaria o straordinaria che sia. Lo chiamano microblogging, nano blogging per sottolineare la caratteristica e la forza della comunicazione veloce e abbreviata, che ha l’effetto ipnotico di creare l’istantanea della vita in un momento, per usare qualche allusione filosofico-letteraria, di incontrare esigenze di praticità e curiosità, di egocentrismo e socializzazione, in una società che ha scoperto nella rete e nel suo microcosmo in continua connessione, l’antidoto alla solitudine.
Guarda chi c’è…
Veloce, immediato, “portatile” e irresistibile, tra i sui milioni di utenti Twitter annovera una schiera sempre crescente di celebrità, fake e impostori esclusi. Immaginate una Britney Spears qualsiasi che, in attesa di salire sul tapis roulant a liquefare gli impietosi chili di troppo che i paparazzi allergici al fotoritocco si ostinano a documentare minuziosamente, si ferma a sfiorare i tasti del notebook e a far sapere ai suoi followers che sta studiando il latino. Oppure pensiamo a un guru dello sci-fi televisivo come JJ Abrams che sorseggia un caffè e ogni ora lascia indizi sul possibile finale di Lost. E la lista delle star non si limita ai soliti noti. Insospettabili snob, irriducibili radical-chic, inaspettati geek, ostinati pasionari, celebrità che nessuno mai avrebbe pensato potessero mettersi in gioco così platealmente, i “ricchi e famosi” hanno scelto Twitter per giocare, comunicare, sperimentare e informare, gettando alle ortiche la loro proverbiale riluttanza a divenire schiavi dei media e dimostrando che a volte l’uso maniacale della rete non è solo prerogativa dei comuni mortali.
Insospettabilmente dipendenti
“Cosa dice Monica Lewinski al suo nuovo fidanzato? Ci sei vicino ma non è un sigaro”. La comica americana Tina Fey (www.twitter.com/TinaFey) non risparmia nessuno, nemmeno quando le sue battute le scrive in 140 caratteri. In fondo, Twitter è un social network che le calza a pennello, che si adatta perfettamente ai sui rapidi e taglienti affondi. Il premio di utente dell’anno, invece, spetta alla cantante/attrice Erykah Badu (www.twitter.com/fatbellybella) che, insieme al fidanzato Jay Electronica, ha tenuto informati i fan, quasi in real time, sul parto, rigorosamente in casa, della terzogenita, dal primo accenno di doglie al progredire delle contrazioni, dallo spuntare della testolina della bimba fino ai primi vagiti della piccola Mars Merkaba (per sapere gli orari delle poppate, tuttavia, dovete diventare Followers perché il profilo è protetto). Noioso un parto in real time? Probabilmente troverete più interessanti i bollettini meteo per Los Angeles che con meticolosità ogni mattina sono postati da David Lynch (www.twitter.com/David_Lynch), che addirittura ha filmato una confessione video in cui apertamente dichiarava al mondo di essere un twitter-maniaco, augurandosi, tra l’altro, di ritrovare presto in questo universo dorato i suoi colleghi. E come non citare Yoko Ono? La signora Lennon, artista dalla mente aperta a contaminazioni, influssi e futuro, ha una sua pagina e ancora ringrazia chi con un breve testo le ha confessato di essere il cameriere che ha portato la colazione a lei e John durante il famoso Bed-in (www.twitter.com/yokoono). Elijah Wood (www.twitter.com/elijahwood) condivide e accetta dritte indie music, i Sonic Youth (www.twitter.com/thesonicyouth) aggiornano sulla lavorazione dell’album e Diablo Cody (www.twitter.com/diablocody) commenta la visione dell’ultima puntata di American Idol e la lista prosegue tendendo a infinito.
TwitPolitik
Sul versante politico, Barak Obama (www.twitter.com/BarackObama) è stato, anche in campo della comunicazione 2.0, un pioniere. La sua campagna per le presidenziali USA ha visto la massiccia presenza del suo programma e della sua magnetica personalità sul web, dando alla sua storica rivoluzione un doppio significato. Ancora oggi, anche se in maniera più diluita, è possibile riuscire a captare qualche minuto della sua avventura presidenziale. Prima di lui anche il pasionario dell’ambiente, da sempre convinto della grande libertà di espressione che offrono i new media, Al Gore (www.twitter.com/algore), ha sfruttato Twitter per diffondere il suo messaggio.
Abbracciare il cambiamento
Per quanto, in una fase iniziale, Twitter abbia faticato a trovare seguito, a causa di problemi tecnici e macchinosità del software, oggi si ritrova proiettato al centro di una rivoluzione in un mondo in continua evoluzione. Il suo successo è proprio la prova tangibile del mutamento della comunicazione, sempre più orientata verso l’essenzialità. Il suo futuro, a oggi, non è prevedibile, ma per il momento il presente è leggero e divertente. E forse basta. Per cui non resta che abbracciare il cambiamento, iscriversi, seguire e farsi seguire.
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