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Non chiamatela Bambola...

La Bionda delle Bionde compie 50 anni e il mondo intero la festeggia. E non parliamo della birra

 

di Annalisa Misceo

Foto: Flickr CC VerseVende

 

Ha 50 anni e un fisico perfetto. Nella sua vita ha fatto di tutto, senza sbagliare mai un colpo. Ha indovinato ogni cambiamento, fiutando le tendenze e facendo tendenza. Icona di stile, ha visto i più grandi stilisti fare a gara per vestirla ed è tra le donne più copiate e imitate. No, non è Madonna. Anzi, in fatto di uomini ha addirittura “battuto” la regina del pop: perché lei è stata la prima in assoluto a sfoggiare un boytoy. Si chiama Ken, ed è davvero solo un giocattolo. Cosa che invece non si può dire di lei, Barbie, che il 9 marzo spegne 50 candeline.

 

Cara Barbie, ti faccio un regalo…

La ricorrenza si festeggia in tutto il mondo. Dall’Italia all’Australia, tutto si tingerà di rosa e il 2009 diviene l’anno della bambola con i tacchi a spillo. Milano ospiterà il party europeo e avrà come madrina Michelle Hunziker che presenterà anche la nuova 500, regalo di compleanno della Fiat a Barbie. Per ora è solo per la bambola e le bambine più fortunate, ma da settembre anche le mamme nostalgiche potranno agghindare la loro vera 500 con un kit di accessori, inevitabilmente rosa. Vogue ha preparato numeri speciali, Bulgari si è occupato dei gioielli, mentre Moschino ha avuto l’onore di disegnare il suo guardaroba. Insomma, Barbie con i suoi 50 anni ha mobilitato il gotha del lusso e della moda. Ve la sentite ancora di chiamarla solo “bambola”? Di certo, quando Ruth Handler la creò nel 1959, pensando che le bambine potessero essere stufe di cullare bambolotti e avrebbero forse preferito vestire un’adulta, non immaginava che la sua piccola donna con il costume a righe sarebbe diventata tanto preziosa (l’ultimo esemplare venduto della prima Barbie è stato pagato oltre 27mila dollari!) e tanto famosa. Nel mondo sembra che se ne venda una ogni tre secondi e su Facebook ha circa 300 gruppi dedicati a lei. Non tutti, in verità, inneggianti.

 

La bellezza non è tutto

Quando Barbie è nata era formosa ma non ancora così sexy come adesso. I capelli erano meno biondi, i fianchi più stretti e lo sguardo più severo. E soprattutto non sorrideva. Poi, nel corso degli anni, il suo aspetto è cambiato adattandosi alle tendenze e spesso anticipandole. Così, si è issata su tacchi vertiginosi, ha piegato le braccia e ha cominciato a vestirsi con più varietà. Una studiata operazione di chirurgia estetica le ha assottigliato ancora di più il punto vita e ammorbidito le forme. Le sue espressioni sono diventate più dolci o più sexy in base alle esigenze. Questa nuova star era stata creata per diventare un modello di riferimento per le bambine – il che ha scatenato gli studi degli psicologi infantili e le ire delle femministe – ma i suoi consulenti d’immagine ne hanno fatto un’icona degli adulti. È bastato poco per farle perdere l’aspetto iniziale da casalinga disperata del 1959. Sono arrivati gli anni ’60 e Woodstock e la Wasp più famosa d’America è diventata hippy, ma poi ha indossato anche l’uniforme e si è arruolata nei Marines (molto tempo prima di Demi Moore). La ricerca spaziale non poteva lasciarla indifferente: nel 1965 ha vestito i panni della prima donna astronauta e – sicuramente nella fantasia di qualche bambina – ha toccato il suolo lunare molto prima di Neil Armstrong! Eppure, nonostante le mille attività svolte, i tanti ruoli interpretati, l’impegno profuso per il bene dell’umanità (è stata medico, insegnante, veterinaria e crocerossina) e l’immagine di sposa fedele (43 anni con lo stesso statico fidanzato: una vera eroina) quello che tutti hanno sempre guardato di lei è il suo aspetto fisico: bella, bionda, glamour e decisamente sexy.

 

Foto: Flickr CC Patric Q

Quelli che vogliono uccidere Barbie

Se Barbie potesse parlare siamo certi che, in linea con molte altre sue colleghe dello star system hollywoodiano o – peggio - della nostra televisione, commenterebbe l’ammirazione per il suo fisico obiettando di avere anche un cervello. Ma in Internet sono numerosissimi i blog contro Barbie e non in tutti sono avanzate motivazioni scientifiche o psicologiche per spiegare l’odio per il mitico giocattolo. Per non parlare delle immagini che si trovano in rete e che vedono Barbie in pose non proprio angeliche, tanto per usare un eufemismo. Su Facebook, dei circa 300 gruppi dedicati a Barbie, ce n’è un buon numero che ne parla male. E ce n’è anche uno di “quelli che vogliono uccidere Barbie”. Chi da piccola non ha avuto un fratello, un cuginetto o un compagno di scuola che per farle dispetto le ha “impiccato” la Barbie alla maniglia di una porta? Chi di noi non ha mai – volontariamente o involontariamente – staccato un braccio, una gamba o direttamente decapitato la sua Barbie? Abbiamo prove di bambine che hanno rosicchiato i piedi gommosi delle loro bambole fino a farle incancrenire, di altre che, ispirate da Mercoledì Addams, staccavano la testa e giocavano solo con i corpi. Ma queste sono piccole violenze senza cattiveria dovute all’età e alla fantasia. L’odio degli adulti invece sembra avere radici più profonde. Difficile comprendere quello maschile: forse vedono in Barbie la donna che non potranno mai avere o chi lo sa... Più facile capire invece l’odio femminile. Barbie è LA rivale. È la reginetta della classe che quando arriva a una festa fa sparire tutte le altre; è la collega sexy, cui tutti in ufficio offrono il caffè alla macchinetta e che il capo tratta sempre con riguardo; è la ex piuccheperfetta del tuo attuale fidanzato che ogni tanto ricompare solo per ricordargli cosa ha perso; è la sexy-intelligente-brillante moglie-amica-amante che tutte vorrebbero essere ma non sono. E come non odiare il suo guardaroba firmato e su misura? I suoi cavalli, la sua cabriolet rosa shocking (che Paris Hilton se la può solo sognare), il palazzo tutto suo e la villa con terrazzo? E poi la piscina, il mobilio, il camper e un mucchio di amiche di ogni nazionalità e colore che la adorano…

 

Lo squadrone delle rivali

Effettivamente, fosse vera, come non odiarla? E su questo forse ha giocato la MGA Entertainment che ha sfoderato le Bratz. Nel cuore delle bambine del 21esimo secolo, queste “ragazzine sformate”, con una testa enorme, il trucco pesante e l’abbigliamento da velina stanno riuscendo – non si capisce come - a insidiare il primato della fashionissima bionda della Mattel. A fare concorrenza sono arrivate da poco anche le Winx, fatine nostrane molto più graziose delle suddette Bratz – oltre che proporzionate. La Mattel sta correndo ai ripari: i party per i 50 anni sono indirizzati più ai genitori che alle figlie, ma presto partirà un’operazione di restyling per rinnovare l’immagine di Barbie e – dove serve – riconquistare quella fetta di fan che stava perdendo. Certi che questa splendida 50enne “ci prenderà” anche questa volta. E farà tendenza. Esattamente come Madonna.

 

Foto: Flickr CC VerseVende e Patric Q