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Mrs Shelley, le donne e i nuovi (inoffensivi) mostri...


di Letizia Bognanni


Arriva all'appuntamento un po' trafelata e si siede scusandosi per il ritardo. “Chiedo venia, nell'infervorarmi ho perso la cognizione del tempo, e solo all'imbrunire ho abbandonato l'assemblea per recarmi qui da voi”. Siamo in un caffè del centro di Roma, in un caldissimo fine novembre, e Mary Wollstonecraft Godwin in Shelley viene dritta da una riunione del movimento “Se non ora, quando?”, dove si è mischiata tra le attiviste senza essere, a quanto mi dice, riconosciuta da nessuno. “Non sono poi così celebre, e inoltre per l'occasione ho dismesso i miei abiti consueti e mi sono adeguata alla vostra bizzarra moda”. Celebre invece avrebbe dovuto esserlo di più, non solo per quella sua cara e mostruosa creatura, quel Frankenstein che fa ancora impallidire i nuovi divi (pardon, mostri) di certa letteratura young adult che conquista i cuori delle giovani generazioni, ma soprattutto per la sua vita e opera militante, anticonformista e sempre consepevolmente “contro”. Anche oggi che sceglie di sostenere movimenti lontani eppure così tanto vicini.

 


Sì, ma come mai questa scelta, lei che non è neanche italiana ?

Era doveroso. Troppe volte, per le più svariate ragioni, ho rivoltato le mie stanche membra nella tomba. Ho sentito che era giunto il momento di venire a capire cosa stesse accadendo.


E cosa sta accadendo?

Me lo dica lei. Che cosa è mai accaduto? Quando avete iniziato a dimenticare tutto ciò che io e altre donne prima e dopo di me abbiamo fatto per voi? Quando siete diventate così pavide? Quando vi siete sottomesse di nuovo al maschio? Le nostre sofferenze, i i sacrifici e gli scandali che abbiamo destato, sono dunque stati vani?


Le donne non ne hanno fatto tesoro?

Io sono stata concubina, ho procreato al di fuori del sacro vincolo, sono stata rinnegata, ho vissuto da nomade e intrecciato relazioni criptolesbo, e voi? Lasciate ancora che gruppi di maschi con ogni probabilità affetti da micropenite vi dicano cosa fare e non fare, come abbigliarvi, l'unico impiego socialmente accettato e che non comporti crisi di identità nel partner è ancora quello di insegnante preferibilmente elementare... dove sono finite le femministe? Che fine hanno fatto le intellettuali, dove sono le scrittrici?


Un attimo, le scrittrici esistono ancora.

Forse. Ma chi le legge? Mi era giunta notizia, mentre ero ancora nell'ade, di una scrittrice – il cuore mi duole nell'usare tale appellativo – che stava facendo uscire di senno le giovani generazioni. Incuriosita, mi procurai i volumi e li lessi tutti. Oh, non l'avessi mai fatto! Quanta desolazione letteraria, quanto oscurantismo in quelle pagine sciagurate! Davvero le giovinette d'oggi si struggono per le sorti di una loro coetanea perdutamente innamorata, per ragioni incomprensibili, di un bellimbusto pallido e rilucente, un finto vampiro che le nega i piaceri della carne?


Sembra proprio di si...

Beh, non siete più in grado nemmeno di creare mostri! Che vampiro è mai questo, un esangue figlio di papà con la morale di un'educanda del medioevo?


Che consigli darebbe dunque a un'aspirante scrittrice – o scrittore - che magari volesse cimentarsi con lupi mannari e creature della notte varie?

Vivete! Amate, scappate, peccate! Uscite! Sembrate tanti Dr Frankenstein, create uomini posticci assemblando parti di creature inanimate, e ne fate alter-ego che chiamate “profilo facebook”. Per carità, lungi da me stigmatizzare il progresso, ma non lasciate che la creatura vi divori o che vi addomestichi. Semmai, fatela ancora più mostruosa. Il timore di esagerare e il conformismo non si addicono all'arte. Siate attivi... posso avere l'ineleganza di citare una mia opera?


Prego.

Niente è più doloroso per la mente umana della calma mortale dell’inattività e del disincanto che fa seguito alle emozioni provocate da una rapida successione di eventi, cancellando dall’anima ogni speranza e anche ogni paura.


Grazie.

A lei. E felici festività ai lettori. Mi auguro di incontrare ancora tutti voi, ma in un tempo e in un luogo più ameni.

 



 

 

Mary Godwin Shelley (1797- 1851), scrittrice e femminista ante-litteram (A Vindication Of Rights Of Woman è il suo manifesto ), a soli 16 anni incontra il ribelle poeta Percy Bysshe Shelley, che sposa nel 1816 dopo una fuga in Svizzera. Due anni dopo pubblica la sua opera più famosa , Frankenstein ovvero il moderno Prometeo, circondato e seguito da racconti, memorie di viaggio, novelle e romanzi (tra cui Valperga, L'ultimo uomo, Lodore, Falkner, Matilda), oltre all'opera di pubblicazione delle opere e dell'epistolario del marito dopo la sua tragica morte in Liguria.

 

 

 


 

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Sì, ma come mai questa scelta, lei che non è neanche italiana ?

Era doveroso. Troppe volte, per le più svariate ragioni, ho rivoltato le mie stanche membra nella tomba. Ho sentito che era giunto il momento di venire a capire cosa stesse accadendo.

 

E cosa sta accadendo?

Me lo dica lei. Che cosa è mai accaduto? Quando avete iniziato a dimenticare tutto ciò che io e altre donne prima e dopo di me abbiamo fatto per voi? Quando siete diventate così pavide? Quando vi siete sottomesse di nuovo al maschio? Le nostre sofferenze, i sacrifici, e gli scandali che abbiamo destato, sono dunque stati vani?

 

Le donne non ne hanno fatto tesoro?

Io sono stata concubina, ho procreato al di fuori del sacro vincolo, sono stata rinnegata, ho vissuto da nomade e intrecciato relazioni criptolesbo, e voi? Lasciate ancora che gruppi di maschi con ogni probabilità affetti da micropenite vi dicano cosa fare e non fare, come abbigliarvi, l'unico impiego socialmente accettato e che non comporti crisi di identità nel partner è ancora quello di insegnante preferibilmente elementare... dove sono finite le femministe? che fine hanno fatto le intellettuali, dove sono le scrittrici?

 

Un attimo, le scrittrici esistono ancora.

Forse. Ma chi le legge? Mi era giunta notizia, mentre ero ancora nell'ade, di una scrittrice – il cuore mi duole nell'usare tale appellativo – che stava facendo uscire di senno le giovani generazioni. Incuriosita, mi procurai i volumi e li lessi tutti. Oh, non l'avessi mai fatto! Quanta desolazione letteraria, quanto oscurantismo in quelle pagine sciagurate! Davvero le giovinette d'oggi si struggono per le sorti di una loro coetanea perdutamente innamorata, per ragioni incomprensibili, di un bellimbusto pallido e rilucente, un finto vampiro che le nega i piaceri della carne?

 

Sembra proprio di si...

Beh, non siete più in grado nemmeno di creare mostri! Che vampiro è mai questo, un esangue figlio di papà con la morale di un'educanda del medioevo?

 

Che consigli darebbe dunque a un'aspirante scrittrice – o scrittore - che magari volesse cimentarsi con lupi mannari e creature della notte varie?

Vivete! Amate, scappate, peccate! Uscite! Sembrate tanti Dr Frankenstein, create uomini posticci assemblando parti di creature inanimate, e ne fate alter-ego che chiamate “profilo facebook”. Per carità, lungi da me stigmatizzare il progresso, ma non lasciate che la creatura vi divori o che vi addomestichi. Semmai, fatela ancora più mostruosa. Il timore di esagerare e il conformismo non si addicono all'arte. Siate attivi... posso avere l'ineleganza di citare una mia opera?

 

Prego.

Niente è più doloroso per la mente umana della calma mortale dell’inattività e del disincanto che fa seguito alle emozioni provocate da una rapida successione di eventi, cancellando dall’anima ogni speranza e anche ogni paura.

 

Grazie.

A lei. E felici festività ai lettori. Mi auguro di incontrare ancora tutti voi, ma in un tempo e in un luogo più ameni.

 

 

 

 

Mary Godwin Shelley (1797- 1851), scrittrice e femminista ante-litteram (A vindication of rights of woman è il suo manifesto ), a soli 16 anni incontra il ribelle poeta Percy Bysshe Shelley, che sopsa nel 1816 dopo una fuga in Svizzera. Due anni dopo pubblica la sua opera più famosa , Frankenstein ovvero il moderno Prometeo, circondato e sguito, racconti, memorie di viaggio, novelle e romanzi (tra cui Valperga, L'ultimo uomo, Lodore, Falkner, Matilda) oltre all'opera di pubblicazione delle opere e dell'epistolario del marito dopo la sua tragica morte in Liguria.