In Groove: Marzo 2009 PDF Stampa E-mail

 È lo spazio moda completamente dedicato a giovani stilisti emergenti che, oltre a presentarsi nel fashion system, esprimono la propria creatività proponendosi in maniera diversa e inusuale

 

di Monica Gardellini

SELF-TIMER MODE

by PUELLA

 

Self-timer Mode è un progetto sullo sguardo che riassume la ricerca di Barbara Barbantini, designer dei bijoux e delle borse Puella, con il quale la stilista invita altre artiste provenienti da tutto il mondo a entrare nell’universo Puella.

Affascinata dalle comunità virtuali riunite attorno a siti come facebook, myspace o flikr, Barbara è stata attratta dall’atteggiamento di chi crea un’immagine intima di sè attraverso autoritratti ed è proprio qui che ha scelto artiste il cui lavoro rivela una qualche affinità col suo immaginario e chiedendo loro di interpretare le sue collezioni. Inutile dire che il risultato va molto al di là di un semplice servizio moda.

 

 

 


 

IN GROOVE:  INTERVISTA

 

Narciso ammira la sua bellezza sulla superficie di uno schermo a cristalli liquidi

Nel mio procedere artistico ho sempre trovato stimolante e interessante il rapporto con lo sguardo: lo sguardo su di me, il mio sguardo su atri corpi, lo sguardo degli altri su ciò che ho ideato. Lo sguardo è desiderio e il desiderio è ciò che mi ha sempre guidato sia nel creare una  foto che un abito o un ornamento. Detto questo la scelta di coinvolgere altre artiste nel mio lavoro è stata un po’ una conseguenza di ciò: il desiderio di vedere il mio mondo interpretato da altri sguardi femminili, un gioco di specchi che unisce le mie creazioni alla creatività di altre ragazze. Mi sembrava anche una maniera molto moderna e molto umile di “affidarsi” ad altre mani e ad altri sguardi.

Quale creatore di moda non vorrebbe vedere ogni donna che indossa i suoi abiti, vedere come li interpreta, come li vive… Abiti e accessori che dal momento in cui si separano da te incontrano nuove vite, altri corpi, altri sguardi.

Le ragazze che scelgo sono artiste che lavorano sul proprio corpo, si autoscattano ritratti sempre diversi, interpretano il loro essere attraverso la fotografia e lo depongono agli sguardi anonimi e infiniti che transitano sulle loro pagine web. Trovo questa pratica così diffusa su flickr, myspace, blog affascinanti e sottilmente inquietanti. La rete pullula di diari visivi (anche quotidiani) di ragazze che si raccontano o raccontano un’immagine di sé costruita a tavolino.

Quando è nata l’esigenza di dover fotografare le collezioni di Puella mi sembrava riduttivo - per come sono fatta io e per come affronto il mio lavoro -  affidarsi allo sguardo di un fotografo del settore che affrontasse in maniera fredda e professionale il compito.  

Gli scatti della collezione p/e sono di Lucia Holm (aka Miss Lulu & the Teaspoon Shortage)

 

Foto: flickr.com/photos/luciaholm