IN GROOVE: INTERVISTA
Narciso ammira la sua bellezza sulla superficie di uno schermo a cristalli liquidi
Nel mio procedere artistico ho sempre trovato stimolante e interessante il rapporto con lo sguardo: lo sguardo su di me, il mio sguardo su atri corpi, lo sguardo degli altri su ciò che ho ideato. Lo sguardo è desiderio e il desiderio è ciò che mi ha sempre guidato sia nel creare una foto che un abito o un ornamento. Detto questo la scelta di coinvolgere altre artiste nel mio lavoro è stata un po’ una conseguenza di ciò: il desiderio di vedere il mio mondo interpretato da altri sguardi femminili, un gioco di specchi che unisce le mie creazioni alla creatività di altre ragazze. Mi sembrava anche una maniera molto moderna e molto umile di “affidarsi” ad altre mani e ad altri sguardi.
Quale creatore di moda non vorrebbe vedere ogni donna che indossa i suoi abiti, vedere come li interpreta, come li vive… Abiti e accessori che dal momento in cui si separano da te incontrano nuove vite, altri corpi, altri sguardi.
Le ragazze che scelgo sono artiste che lavorano sul proprio corpo, si autoscattano ritratti sempre diversi, interpretano il loro essere attraverso la fotografia e lo depongono agli sguardi anonimi e infiniti che transitano sulle loro pagine web. Trovo questa pratica così diffusa su flickr, myspace, blog affascinanti e sottilmente inquietanti. La rete pullula di diari visivi (anche quotidiani) di ragazze che si raccontano o raccontano un’immagine di sé costruita a tavolino.
Quando è nata l’esigenza di dover fotografare le collezioni di Puella mi sembrava riduttivo - per come sono fatta io e per come affronto il mio lavoro - affidarsi allo sguardo di un fotografo del settore che affrontasse in maniera fredda e professionale il compito.
Gli scatti della collezione p/e sono di Lucia Holm (aka Miss Lulu & the Teaspoon Shortage)
Foto: flickr.com/photos/luciaholm
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