Signor Gilliam PDF Stampa E-mail


 Nascita di un fenomeno, crescita di un attore che non recita “come un termosifone sfiatato”

di Valeria Jannetti 

 

A Napoli, nella via dei presepi (San Gregorio Armeno), c'è un venditore magico. E in vacanza una famiglia italo-americana, con un bambino preoccupato per i continui litigi dei propri genitori. E ci sono i presepi dentro le teche di vetro. Il prezzo da pagare per una vita felice. Il fulcro della storia del cortometraggio di Terry Gilliam è questo. The Wholly Family: Terry Gilliam interpreta Napoli, con i suoi stereotipi e le sue storie antiche, i suoi personaggi al limite del folle e le favole che in mano sua virano verso l'incubo. Questa l'occasione di incontro con il magnifico Terry Gilliam, la presentazione di un cortometraggio visionario come tutte le pellicole del regista americano. Serve qualche titolo? Dalla Leggenda del Re Pescatore alle Avventure del Barone di Munchausen, da Paura e Delirio a Las Vegas (film culto ormai entrato nel mito) a un film su Don Chisciotte (The man Who Killed Don Quixote) mai finito (a testimonianza, il documentario di Fulton e Pepe, Lost in La Mancha) e all'ultimo lungometraggio Parnassus. L'uomo che voleva ingannare il diavolo. Terry Gilliam non perde mai occasione di ridere, è cordiale e divertente, mette tutti a proprio agio di fronte al suo genio, irremovibile se gli chiedete qualcosa a cui non vuol rispondere (la sua pasta preferita? Avvolta nel mistero) e felice di raccontare le sue avventure, che poi traspone con una fantasia di cui pochi al mondo possono disporre.


Vedi Napoli...

Napoli sembra il set perfetto per lui, il Terry Gilliam a cui basta un carrozzone per portarci in mondi paralleli: a Napoli si trova a suo agio. La sua relazione con la città la definisce “sensuale, non proprio sessuale. All'inizio arriva il Vesuvio, con la sua potenza e la sua energia, poi scopri la gente fantastica e poi ancora dopo arrivano cibo e vino: sono intrigato dagli estremi, a Napoli si gode della vita e della sua impossibilità” racconta. E poi, i personaggi del mito, a cominciare da Pulcinella: “ Mr. Punch, lo chiamiamo noi, porta magia e pericolo. Non è rassicurante”. Nelle sue mani nessuna favola diventa rassicurante. Rispetto al cinema di Steven Spielberg, che realizza il tipico cinema da famiglia, con favole dall'immancabile lietofine, le favole di Terry Gilliam non sai mai dove ti porteranno. Ma sicura come la morte ci sarà una caverna o un luogo oscuro dove qualcosa farà paura. Letteralmente. Perché le favole nascono così. Devono far paura per insegnare qualcosa, raccontate possibilmente da una voce amorevole che ci rassicuri, che ci porti per mano a scoprire il buio terrificante del mondo: “Lui dice che il mondo è bello, io no. Bisogna accettare il mondo come è. Lui è un genio e il mondo lo imita, io non sono un genio e lascio il mondo così come lo trovo”.


Istantanee della (stra)ordinarietà

Come con la spazzatura: andando per i vicoli di Napoli in perlustrazione, nella splendida piazza del Gesù (detta anche Guglia Immacolata) hanno trovato un enorme cumulo di spazzatura: Terry Gilliam ha cambiato la sceneggiatura per includere il posto. Il giorno delle riprese però l'hanno trovata ripulita, e allora ha ricostruito il tutto come il primo giorno di visita. La via di San Gregorio Armeno poi ha condizionato l'intera sceneggiatura, come luogo ideale per iniziare una storia, racconta il regista, come anche il famoso Ospedale delle bambole dove chiunque conoscesse un po' Terry Gilliam lo avrebbe portato. “Cerco la connessione tra il luogo dove giro e la storia che voglio raccontare. Ma non sono uno studioso, non mi preparo prima, sono stupido. Reagisco in modo ingenuo. Cerco il dialogo con la città”. Tanto i luoghi quanto i costumi spadroneggiano nelle sue pellicole: “Quando faccio un film è per me come fare un quadro, dove tutti gli elementi sono importanti, e mi piace anche essere coinvolto. Non saprei lavorare in maniera diversa. I collaboratori poi sono fondamentali, brillanti. Propongono idee migliori delle mie, come Nicola (Pecorini, fotografo) che non ascolta mai quello che dico e proprio per questo è così bravo!”.


Lo spettro dei mulini a vento

Ma la scelta degli attori è sempre stata un suo punto di forza. Dal Johnny Depp invecchiato e calvo di Paura e Delirio a Las Vegas (accompagnato da uno strepitoso Benicio del Toro nei panni del pericolosissimo avvocato Dr. Gonzo) allo scomparso e compianto Heat Ledger in Parnassus (sostituito con Johnny Depp, Jude Law e Colin Farrel). Di lui racconta: ”Era una persona straordinaria. Migliorava continuamente. Sarebbe stato il miglior attore della sua generazione”. Lavorare con i bambini gli piace, nonostante sia sempre una scommessa, soprattutto quando li sceglie alla loro prima interpretazione, ma il pericolo piace a Terry Gilliam che, quindi, anche per il suo cortometraggio sceglie come protagonista un ragazzino alla prima esperienza. Favole oscure e giochi di prospettive, il mondo di Terry Gilliam è così, vario e vasto quanto una illimitata fantasia puo' creare. Magnifico e terrificante, il mondo lo lascia come si presenta, rappresentandolo poi con tutti i suoi contrasti. Un'ultima domanda, Maestro: ma lo realizzerà, alla fine, il suo Don Chisciotte? Fa un sorriso, ci guarda e dice: “Spero di sì. Si dice vedi Napoli e poi muori. Io dico, avendo già visto Napoli, fai il Don Chisciotte e poi muori”. Ed è così che non riusciamo poi più tanto ad augurarcelo. Possiamo anche farne a meno, se nel frattempo continua a regalarci capolavori e meraviglie come solo lui sa fare.

 

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche:

Introducing... Bradley Cooper
Visioni. Immagini in movimento. I film del mese
Persone: Facciamo nomi e cognomi!

Trascorso il periodo aureo di super e anti-eroi a due dimensioni (da Tin Tin ai Fantastici quattro, da Paz a Mister No), il fumetto pare aver trovato negli ultimi tempi nella musica, nel rock in particolare, un interlocutore privilegiato.