Quando la fotografia incontra la musica. Una serie di scatti recuperati dai cassetti della memoria e raccolti in un libro molto speciale.
di Alessandra Izzo
Gail Buckland, grande storica d’arte, curatrice di mostre e insegnante di fotografia a New York, è stata ed è ancora una sorta di icona nell’ambiente delle arti visive americane. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei in occasione dell’uscita del suo ultimo libro fotografico, Who shot rock and roll: a photographic history, 1955-present, edito da Knopf Publishing Group. Un irresitibile viaggio nella memoria, in cui figurano artisti come Maripol, Henry Diltz (sua la splendida foto di Tina Turner scelta per la copertina) e Roberta Bayley.
È in uscito proprio in questi giorni negli USA il tuo ultimo libro “Who Shot Rock and Roll: A Photographic History, 1955-Present”. Perché quest’opera?
Tutti amiamo il Rock and Roll. La gente un po' più grande d’età, come me, addirittura aveva il disco in vinile e c’era sempre tanta musica e anche quelle immagini, le cover, che ti assorbivano completamente. Erano fantastiche e molte volte si trattava di foto, e ci piaceva averle tra le mani mentre ascoltavamo il disco. Poi le cover fotografiche sono state chiuse nei cassetti insieme con gli album, sostituiti dai disegni sui cd. Molti non sanno che tanti teenager, anche oggi, hanno in camera i poster dei loro idoli e se li fanno stampare sulle t-shirt, vicino al cuore. Come storica della fotografia, cominciai a chiedermi: ma chi ha scattato queste foto? Chi sono? Le loro storie? Una volta risolta la questione, mi resi conto che pochi sapevano chi e quale artista si nascondeva o si nasconde dietro una cover di un disco o di un cd. Così, iniziando la mia ricerca, scoprii due cose: la prima era che in alcuni casi c’era molta mediocrità, l’altra invece era che esisteva un gruppo di geniali fotografi (uomini e donne) che andavano assolutamente celebrati. Ecco, il mio libro è un tentativo di portare questi artisti nella storia e nella cultura del rock.
Cosa hai provato nell’andare a pescare nei meravigliosi archivi fotografici di grandi artisti, come Maripol, che hanno fatto la storia del Rock anche in maniera trasversale?
Maripol è un caso un po’ a parte. Lei, come sai, non ha fotografato solo musicisti ma tutta la “scena di NY” e continua a farlo. Le sue opere sono tra le più riconosciute, ma non tutti i fotografi sono stati trattati allo stesso modo. Raramente si sa, o si sapeva, chi è l’autore di una foto. La gente come sempre è interessata molto di più a chi c’è sulla foto e non a chi l’ha scattata. Se una foto è bella e trasmette qualcosa comunque, non è per chi c’è sulla foto ma perché ti dà delle emozioni. Tutto qui. Un libro come questo non era mai stato realizzato fino a oggi.
Hai vissuto l’era vera del Rock e della ribellione. Chi è l’artista che di più ti ha influenzata?
Sarò un po’ evasiva su questa risposta. Ci sono diversi momenti nella vita delle persone, per cui potrei dire che molti artisti mi hanno influenzata, parlato al cuore. Non c’è una sola persona che ha cambiato la mia vita, i miei desideri. Tante persone hanno contribuito a farlo. Le cose cambiano col tempo.
Con questo libro esplori la fotografia e i fotografi. Cosa ti affascina di quest'arte?
Una volta William Henry Fox Talbot, uno degli inventori della fotografia, pubblicò un breve riassunto della sua scoperta che lui ha chiamato “un piccolo pezzetto di realizzata magia”. Per me la fotografia è ancora magica. La foto mi porta in posti dove altrimenti non potrei mai andare, mi fa vedere cose che voglio vedere e stimola la mia immaginazione in maniera unica. È tutto per me.
So che il 10 Novembre a New York ci sarà un grande evento per la presentazione del libro. Ci puoi accennare qualcosa?
Il Brooklyn Museum di New York City ospiterà dal 30 Ottobre 2009 al 31 Gennaio 2010 le foto tratte dal libro: sarà una straordinaria mostra che spazierà tra piccole polaroid a foto in formato gigantesche. Il primo sabato di ogni mese, il museo è a ingresso libero al pubblico fino alle 23. E poi ci saranno band, workshop, film, musica e si ballerà fino a tardi. È New York dopotutto! In questa città arrivano anche 17.000 persone a vedere mostre di arti visive e ai party. Per il 7 novembre stiamo organizzando una cosa divertente, ovvero stiamo dicendo a tutti gli invitati di venire accompagnati con la loro rockstar preferita! E poi è una data così vicina ad Halloween e tanta gente qui ama travestirsi nei modi più strani in quel periodo.
Hai già un editore italiano?
Ancora no! Magari. Puoi fare qualcosa per me? Io amo l’Italia!
Se fossi anche una gallerista , chi porteresti in Italia con una mostra fotografica?
C’è già a Milano la mostra del grande Albert Watson allo spazio FORMA. Ecco, questo sarebbe un buon modo di iniziare.
Il tuo prossimo lavoro sempre sulla fotografia?
In tutti i miei progetti è coinvolta la fotografia, ma le modalità con cui si inserisce variano di gran lunga. Sono stata, ad esempio, la persona che ha consigliato Al Gore per la scelta delle immagini del suo film Una scomoda verità. Inoltre, insegno fotografia alla Cooper Union School di New York, sono molto impegnata a fermare il global warming e naturalmente amo la storia e la fotografia appassionatamente.
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