|
Dove i sogni possono (ri)diventare realtà e l'arte contemporanea suona la carica del rinnovamento. Nel mondo come a Roma.
di Valeria Jannetti
Riqualificazione, educazione e partecipazione: queste le parole chiave per comprendere la forza dell'arte contemporanea destinata alle periferie dei grandi centri urbani. Per la stragrande maggioranza luoghi-non luoghi, enormi dormitori nati con le cementificazioni selvagge degli anni passati, spesso legati a disoccupazione e alienazione dati dalla de-industrializzazione degli anni passati, degradati e potenziali piazze di spaccio. Il ruolo dell'arte contemporanea diventa allora quello di rivitalizzare un tessuto sociale che ha bisogno di ri-creare una storia comune, di identità condivise e di aspirazioni simili. Nelle periferie romane, in questi ultimi anni, si sta puntando molto sull'arte e il suo potere benefico nella società per riqualificare le aree disagiate. Molto si deve alle associazioni, sia legate al sociale che a collettivi di artisti che si propongono e ricevono il beneplacito dei municipi e del comune, che patrocinano e finanziano, anche se spesso gli oneri maggiori sono dati da auto-tassazioni e cooperazioni dei residenti stessi.
Mission: sensibilizzazione
Alla Serpentara, nell'ambito della manifestazione Qart-Alterazione di spazi comuni-Progetto #1, ci sono stati gli interventi di artisti come BLU e Etnik, che attraverso l'associazione culturale zerouno3nove hanno creato una cinque giorni di arte e musica, per riqualificare la stazione ferroviaria con i loro graffiti. Diffondere una cultura artistica tramite diversi approcci comunicativi (pittura, musica, fotografia, video), sensibilizzare l'utenza rispetto alla concreta possibilità di miglioramento di un luogo da vivere quotidianamente, attuare una sinergia di modalità e di interventi tra l'associazionismo operante sul territorio cittadino e l'ente gestore della rete ferroviaria metropolitana di Roma ed evidenziare le caratteristiche specifiche della stazione del Nuovo Salario considerandole una parte di un più ampio progetto di monitoraggio ed intervento nelle periferie romane sono i punti di lavoro sensibili del progetto di Qart.
Nuove accezioni
100%periferia è invece il progetto di collettivo artistico che si occupa, attraverso la propria rete di collaborazione, la rivalorizzazione di spazi atipici attraverso la partecipazione popolare e laboratori per bambini. È un marchio nato dalla necessità di voler portare avanti una azione artistica e culturale dinamica che risponda a fenomeni territoriali in continua evoluzione, il cui intento è quello di creare una rete di collaborazioni tra artisti, associazioni, scuole, biblioteche ed istituzioni in genere, a favore di un approccio trasversale che “porta intorno” stupore, conoscenza, nuovi linguaggi, diverse esperienze. Perchè il concetto di periferia si scrolli di dosso le accezioni negative con cui viene identificato. Hanno dato vita ai progetti “Microcose”, piccole immagini “in tour” nelle periferie, grandi 6x6 cm, ed hanno organizzato eventi della durata di un solo giorno, come nel caso di Onna, dove è stata predisposta una tensostruttura di 80mq che ha sottolineato ancora di più lo spirito nomade di 100% periferia, sviluppando anche in quel caso una attività laboratoriale con i bambini del luogo. Altro progetto “in tour” (lo spirito nomade è fondante nel concept 100%periferia) è “Quadratonomade”, che si pone come obiettivo quello di creare una sorta di museo in miniatura itinerante di opere d’arte all’interno di semplici scatole modulari di cartone. Gli artisti prescelti si sono visti consegnare queste scatole, destinate per vocazione a viaggiare, inizialmente nelle periferie della città di Roma e – per incentivare circuiti di scambio culturale – anche in Italia e/o all’estero.
Ripensare e riprogettare
Il progetto CorvialeUrbanLab è un laboratorio di arte a 360 gradi, che parte dall'esperienza di una periferia divenuta tristemente famosa come “errore” progettuale tout-court: all'inizio quel casermone lungo un chilometro doveva essere un centro a se stante, con una serie di “piazze” tra gli appartamenti, con i palazzi divisi per colore e con tutti i servizi al suo interno. Il risultato è stato un degrado praticamente contemporaneo alla fine della sua costruzione, con pianerottoli “modificati” in appartamenti abusivi, un piccolo spaccio di alimentari e stanzoni inutilizzati, cornicioni sfaldati e tutto quello che negli anni comporta un uso di pessimi materiali per costruzioni “popolari” così come si aveva la concezione negli anni passati ed una gestione praticamente inesistente. Gli abitanti però hanno deciso di cambiare le cose, e nonostante le difficoltà di vita e socialità il Corviale vorrebbe scrollarsi di dosso questa triste nomea per rinascere in una nuova forma. Corvialeurbanlab è un progetto che ha al suo interno l'associazione Procult, nata da studenti universitari, che hanno deciso di prendere gli spazi di aggregazione giovanile per promuovere la cultura e l'arte in diverse forme.
Street art per il cambiamento
Dal Corviale a Roma al Lazio, fino ad altre nove province (Campania, Calabria, Sicilia, Puglia, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Veneto e Sardegna) l'ultimo lavoro è stato sulla scuola romana del VX municipio, che grazie anche all'intervento dei genitori stessi ha visto il rimodernamento delle aule, dei banchi e dei muri esterni, coperti di graffiti il cui tema storico è stato curato dal “Comitato della Muratella”. Tante sono le realtà in movimento nelle nostre periferie, e l'arte sembra la risposta: un'arte pubblica che si adegua ai nuovi linguaggi, dalla street art ai video alle performance, che tra gli altri meriti ha quello di creare spazi critici di dibattito, sia pro che contro, perché se le municipalità spesso mancano all'appello da molti anni, e l'arte sembra un semplice abbellimento per mascherare problemi sociali ed economici radicati, le stesse forme di discussione creano comunque dei processi di cambiamento che una volta iniziati difficilmente si riescono a bloccare.
Foto: © Corviale Urban Project
|
|