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Ecco cosa succede quando i talenti femminili si uniscono e sfidano la macchinosa e lucrosa burocrazia...
di Sara Poletto
È un progetto che nasce nell'ottobre del 2010 tra le nebbiose strade di Venezia, mettendo insieme un gruppo di musiciste e dj, e una netlabel indipendente. Si chiamano Electronicgirls e hanno come obiettivo quello di creare una piattaforma indipendente e gratuita, dalla quale ragazze di tutto il mondo possono divulgare e distribuire il loro concetto di musica, senza sottostare a strategie commerciali, imposizione d’immagine e a tutti quei falsi schemi che il mondo della musica impone da sempre.
La capostipite
Alla fine del 2009, Johann Merrich crea il blog Electronicgirls, storie delle pioniere della musica elettronica, una raccolta di biografie di tutte le donne che nel corso degli ultimi anni hanno contribuito a inventare e sviluppare questo genere musicale. Il blog nasce per stimolare la curiosità di quanti ancora ignorano l’opera fondamentale di importanti musiciste e compositrici del Novecento. E dopo appena un anno nasce il sito electronicgirls.org, un contenitore web gestito dal collettivo femminile che si è andato via via formando e che racchiude al suo interno il blog e una netlabel, cioè una vera e propria etichetta indipendente che si propone come vetrina delle proposte elettroniche al femminile del passato e del presente.
Alla scoperta di un nuovo modo per distribuire la musica
Naturalmente l'etichetta discografica indipendente si basa sul principio di creative commons, un mondo ben distante dalla macchinosa e lucrosa burocrazia della SIAE, che mette in moto un nuovo modo di proteggere il diritto d'autore nel web - e quindi a livello internazionale – permettendo al contempo la massima diffusione della musica. Infatti, ogni uscita discografica proposta dall’etichetta è scaricabile gratuitamente dal sito. Electronicgirls promuove esclusivamente musiciste donne, non tanto per un atteggiamento femminista, ma semplicemente perché crede nelle risorse femminili. Alle artiste non è richiesto nessun tipo di impegno economico. L'etichetta crea gratuitamente una piccola pagina web per ogni gruppo o dj, diffonde nella rete il prodotto tramite una campagna promozionale per il lancio del disco e, quando è possibile, programma dj set e concerti.
Women at work!
Uno dei principali obiettivi di Electronicgirls è la realizzazione di workshop dedicati a tutte le ragazze interessate a un primo approccio alla produzione di musica elettronica. Attraverso un linguaggio semplice e adatto anche alle assolute principianti, viene svelato il mistero dei diversi strumenti e software per la produzione di musica elettronica, dal sintetizzatore, al magico mondo dei giradischi, ai programmi d’avanguardia di ultima generazione. Ma il progetto darà presto alla luce un altro essenziale lavoro, il libro ''Electronicgirls, storie delle pioniere della musica elettronica'', scritto da Johann Merrich e in uscita la prossima stagione che svelerà quante donne hanno contribuito a quello che - nell'immaginario collettivo - è un universo totalmente maschile.
Parlateci del libro che sta per uscire.
Prima di tutto ci teniamo a dire che ''Electronicgirls, storie delle pioniere della musica elettronica'' non vuole essere una pubblicazione accademica e tanto meno un libro che inneggia al femminismo, ma un contributo scorrevole in grado di riportare alla luce personalità di donne per lo più dimenticate, ma che hanno dato un indispensabile contributo artistico e scientifico allo sviluppo della musica che noi tutti ora ascoltiamo. Per fare qualche esempio, ricordiamo nomi come quelli di Lady Ada Lovelace, Clara Rockmore e Lucie Bigelow che accompagnano la nascita dell’elettroacustica e di Daphne Oram, Maddalena Fagandini, Delia Derbyshire ed Elisabeth Parker che ne proseguono il cammino. Naturalmente non mancano i nomi e le storie delle protagoniste della scena underground americana e della sperimentazione musicale...
Johann Merrich è la pioniera delle Electronicgirls. E poi cosa è successo?
Sì, la testa che ha generato il nostro fantastico progetto è proprio quella di Johann che per altro è una superba musicista in grado di cimentarsi in diversi generi musicali e con una mente che viaggia a 240 km orari! In seguito, come succede per tutti i progetti collettivi, ognuna di noi ha apportato la propria esperienza e personalità rendendo Electronicgirls una proposta completa.
A vostro parere cos'ha di speciale il rapporto tra donne ed elettronica?
Le donne che producono musica elettronica lo fanno per amore e per talento, e non per zelo. C’è un enorme differenza tra zelo e talento. Il talento è dedizione, passione e solerzia, lo zelo invece è determinato dalla continua ricerca di conferme da parte degli altri.
Che valore aggiunto apportano le donne a questo genere musicale?
La ricettività. La donna, per la sua naturale capacità intuitiva, riesce a capire e a trasmettere il messaggio emozionale che il pubblico cerca.
Qual è il messaggio sociale che vuole lanciare un progetto come Electronicgirls?
La voglia di superare i propri limiti. Attraverso la passione di imparare e la capacità di mettersi sempre alla prova. Electronicgirls vuole essere uno stimolo per tutte le donne, per aiutarle a scavalcare i cancelli e i muri che si oppongono ai loro talenti, formando un pozzo di nozioni, da cui tutte possono attingere.
Chi è il vostro talento femminile preferito e perché?
Sappiamo per certo che Johann Merrich provi un amore viscerale per Wendy Carlos e la sua musica. Effettivamente la tecnica e la conoscenza che stanno dietro la costruzione delle sue tracce sono costante fonte di ammirazione per tutte noi. Non solo è stata capace di sdoganare l'elettronica, ma è anche la responsabile di un nuovo approccio più contemporaneo alla musica classica, madre di tutti i generi. Amica di Bob Moog, a lei si devono la funzione del "portamento" e molte altre migliorie accadute ai prototipi del moog durante la faticosa gestazione. La sua figura è stata essenziale anche per un altro trapasso, quello da Walter Carlos (suo nome di nascita) a Wendy Carlos, le barriere dei sessi sono state così divelte concedendo libera circolazione a quanto era (ed è) reputato strano, non convenzionale e diverso. Come testimone attuale, invece, possiamo dire di essere affascinate dal percorso artistico di Ellen Allien... Berlinette è una costante nella nostra valigia di dischi!!!
Se doveste fare un'ode al sintetizzatore cosa scrivereste?
Citeremmo una frase del manifesto della musica futurista: "il domino della macchina e il regno vittorioso dell'elettricità".
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