Zrinka Cvitešić: la forza del grigio PDF Stampa E-mail

Dalla Croazia alla conquista del mondo con talento, solarità e un'anima un po' dark...


di Laura Ranucci


Un viso allegro, una cascata di riccioli ribelli e l'occhio vivace di chi possiede un'innata curiosità, sa perdersi tra le fantasie evocate da una, mille suggestioni ma possiede anche la fermezza e la capacità di tenere, sempre e comunque, i piedi per terra. Si gode il momento di gloria, Zrinka Cvitešić, ma ha vissuto tempi difficili. "Avevo undici anni quando in Croazia è arrivata la guerra. Dopo la distruzione del villaggio in cui vivevo, ho vissuto per mesi da rifugiata, costretta con tutta la mia famiglia a spostarmi di continuo, vivere e andare a scuola nei rifugi e assistere a continui bombardamenti. Ho un ricordo molto preciso della guerra". Attrice, ballerina e musicista nata a Karlovac, Croazia, circa trentatré anni fa, ha avuto la fortuna di sfuggire a quei ricordi e di costruirne nuovi. Nel suo paese è una star – è stata inclusa tra le migliori attrici nazionali di tutti i tempi – e lentamente lo sta diventando anche al di fuori dei patri confini: nel 2010 è entrata a far parte delle Shooting Stars alla 60ma edizione della Berlinale, in occasione della partecipazione al concorso del film Il sentiero di Jasmila Zbanic, dal 20 gennaio anche nei cinema italiani. E mentre il mondo e Hollywood tentano di relegare attrici trentenni a piccoli ruoli di zie zitelle o tardone a caccia di giovani virgulti, grazie alla sua splendida interpretazione, Zrinka dimostra tutta la forza dell'eccezione.


Sul sentiero...

Il sentiero è un film toccante che parla di guerra, o meglio dei suoi effetti collaterali, spesso devastanti quanto esplosioni, colpi di mitra e spargimenti di sangue. È la storia di una coppia alle prese con una normalità da riscoprire e ridefinire, uno stato di calma sotto il quale sono nascoste ferite mai del tutto rimarginate, il bisogno di trovare ancora un posto nel mondo. Ed è, soprattutto, il racconto della fine di un periodo oscuro visto attraverso gli occhi di Luna, giovane hostess decisa ad abbracciare il futuro nonostante le difficoltà. "L'ho amata da subito. Perché è molto grigia. Prima ho sempre scelto di interpretare personaggi molto diversi da me, quasi per un senso di protezione, per paura di espormi troppo. Grazie a lei e a Jamila, invece, sono stata abbastanza coraggiosa da mettermi molto di più in gioco. È stato un ruolo terapeutico". Quando il marito di Luna, Amar, si rifugia nel wahabismo, la frattura con i desideri semplici, da donna comune, diventa una voragine. Ma il fanatismo religioso è solo una causa contingente, un modo peculiare di raccontare una storia universale e profonda. "Questo film mi ha fatto soffermare su molti aspetti della mia vita. Mi sono chiesta: sto trascorrendo abbastanza tempo con mia madre e mia sorella? Da quanto tempo non chiedo al mio partner cosa vuole dalla vita? A Berlino, alla presentazione del film è successo una cosa strana. Eravamo all'uscita della sala e una signora ci si avvicina e dice a Jamila: 'Ti ringrazio moltissimo perché hai fatto un film sulla mia vita. Sembrerà strano, ma mio marito lavora per la Microsoft e passa dalle otto alle dieci ore in ufficio e quando torna a casa legge libri sulla Microsoft, si mette al computer e si dimentica completamente di me, dei bambini, della casa. Nella mia vita la Microsoft è il wahabismo'".

Talento poliedrico

Come Luna, anche Zrinka si è interrogata spesso sul futuro, ma il suo coraggio e la sua autoironia, insieme a una caparbietà non comune, l'hanno condotta su un'unica strada, quella dell'arte. "Alle elementari ho preso lezioni di musica e di danza. Arrivata al liceo ero confusa. Avevo fatto di tutto e non sapevo cosa scegliere: un giorno volevo fare il veterinario, un altro l'avvocato o l'insegnante, poi la cantate o la ballerina. Fu un mio amico a suggerirmi la soluzione. Fare l'attrice. L'unico lavoro in grado di trasformarmi in tutto ciò che volevo". Ha sognato in grande, tenendo a mente la sua icona, Maryl Streep, e dopo una lunga gavetta è riuscita a concretizzare i suoi desideri e lasciare esprimere in più forme il suo talento poliedrico, a dispetto di quel tipico atteggiamento croato remissivo e anche – per sua stessa ammissione – un po' invidioso dell'altrui fortuna, che vuole un artista confinato in un solo genere. Un "imperativo" che il suo spirito grigio, un misto di ottimismo e animo dark, non riusciva proprio a seguire. Nel 2006 ha addirittura vinto la stagione inaugurale del Ballando con le stelle croato. "Sono grata per aver potuto fare quell'esperienza. Ho imparato cose a me prima sconosciute, ho esplorato potenzialità e capacità che non credevo di avere. Ballavo per otto ore al giorno, con un professionista francese e venivo pure pagata. Mi sono chiesta: è possibile? Mi sono divertita parecchio. Anche se il mio ballo preferito, il tango argentino non faceva parte del programma".

La vita in grigio

Dopo il ballo, l'altra grande passione di Zrinka è la musica. Suona più di uno strumento dall'infanzia. In casa è circondata da musica cubana a causa di un fidanzato percussionista. Sotto la doccia canta standard blues. E si sente spesso come una canzone di Tom Waits. Perché in lei le due anime, quella "bianca" e quella "nera" non si limitano a convivere, ma si fondono in uno splendido grigio. Non più sinonimo di monotonia. Ma di misteriosa scoperta, di cangianti sfumature che solo un occhio allenato sa cogliere. La sua prossima tappa potrebbe essere un musical. O un film in costume. "Mi piacciono le cose biografiche, perché mi piace fare ricerche su una persona, scavare nel suo passato, cercare tutto ciò che hanno fatto, quindi un ruolo storico. E mi piace tanto l'ottocento. Penso che in un altra vita fossi un personaggio ottocentesco". Ma che sia Broadway/Hollywood o l'Europa, l'importante è trovare un'ottima sceneggiatura, un buon cast e un buon regista. E se per riuscire deve affrontare audizioni in cui viene scartata perché "troppo vecchia per il ruolo", poco importa. Dietro l'angolo c'è sempre aria di novità. "Mia madre mi ha insegnato che la cosa più importante è essere presenti in ogni momento della giornata, consapevoli di ogni giorno e minuto. Mi ha insegnato a essere felice e grata per ogni piccola cosa. È il mio scopo, quando mi alzo ogni mattina. Non pianifico nulla, vivo consapevolmente ogni giorno". È ciò che conta anche in amore, dove devono prevalere senso dell'umorismo e onestà. Meno importanza hanno i baffi, per citare il titolo di un suo vecchio film del 2005 (Cos'è un uomo senza baffi? di Hrvoje Hribar). Non ha bisogno di altri bagagli, Zrinka Cvitešić e, superate ormai le curve più impervie, si avvia a percorrere un sentiero tutto in discesa.








 

Se ti è piaciuto questo articolo leggi anche:

Femminile plurale
Music&Dance. Gli appuntamenti di giugno
Storie. Letture per viaggiare o per sognare. I libri del mese